Bonus acqua potabile 2022

Il bonus acqua potabile è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 ed è stato confermato anche nel 2022. Si tratta di un aiuto economico – nella modalità di un credito d’imposta del 50% delle spese sostituente per un massimo di 500 euro – volto ad incentivare il miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate dagli acquedotti. Si tratta dunque dell’acquisto e dell’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento o addizione di anidride carbonica. L’obiettivo della misura è dunque quello di ridurre il consumo dei contenitori di plastica per l’acqua potabile.

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Bonus acqua potabile 2022, a chi spetta e come funziona

Per richiedere il bonus acqua potabile è necessario fare riferimento al periodo nel quale si è effettuato l’intervento di miglioria dell’acqua potabile. Se questo è stato effettuato nel 2021, il termine massimo di presentazione della domanda era fissato al 28 febbraio 2022, mentre per tutti i lavori del 2022 si potrà fare richiesta dal 1° al 28 febbraio 2023.

A poter richiedere il bonus acqua potabile 2022 sono le persone fisiche, soggetti esercenti in arti, professioni o attività di impresa e gli enti non commerciali, compresi quelli religiosi civilmente riconosciuti e quelli del terzo settore. La domanda andrà presentata all’Agenzia delle Entrate che ha creato un’apposita guida per la compilazione dei moduli. Sarà naturalmente necessario documentare, attraverso le fatture e i documenti commerciali, le spese che si sono sostenute per la miglioria dell’acqua potabile.

Per quanto concerne le cifre del bonus, questo prevede una copertura fino a 500 euro per le persone fisiche. In questo caso la spesa massima, considerato il rimborso del 50% sarà di 1000 euro. Tale cifra cambia invece nel caso di tutti gli altri possibili beneficiari del bonus, per i quali l’importo massimo su cui si calcola il credito d’imposta è di 5mila euro per ogni immobile. Va inoltre sottolineato che per la misura sono stati stanziati dal governo 5 milioni di euro all’anno per i prossimi tre. Questo implica che, così come già fatto per altri bonus, le percentuali previste potrebbero abbassarsi in caso di un numero di richieste superiore al budget preventivato.