Bnp Paribas, in Piazza Affari bonus cap su primarie società
Luca Comunian, head of distribution marketing & communication – gobal markets di Bnp Paribas Corporate & Institutional Banking

Bnp Paribas annuncia l’emissione di una nuova serie di certificate bonus cap su azioni di primarie società quotate, sia nazionali che internazionali, con scadenza a giugno e a dicembre e con rendimenti potenziali compresi tra il 6,75% e il 24%.

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Di seguito le aziende oggetto dei nuovi certificati: Intesa Sanpaolo spa (Isin: NL0013313224, NL0013313117), UnitCredit spa (Isin: NL0013313232, NL0013313125), SocGen (Isin: NL0013313240, NL0013313133), Fca Nv (Isin: NL0013313257, NL0013313141), Saipem spa (Isin: NL0013313265, NL0013313158), Telecom Italia spa (Isin: NL0013313273, NL0013313166), StMicroelectronics Nv (Isin: NL0013313281, NL0013313174), Iliad Sa (Isin: NL0013313299, NL0013313182), Bayer Ag (Isin: NL0013313307, NL0013313190), Daimler (Isin: NL0013313323, NL0013313216).

“I certificate bonus cap sono strumenti che permettono di ottimizzare il portafoglio rispetto all’investimento diretto in azioni, offrendo un diverso profilo di rischio-rendimento e proteggendo al tempo stesso il capitale investito da moderati ribassi. Con i certificati si ha la possibilità di ottenere un rendimento interessante anche nel caso in cui il sottostante rimanga invariato o addirittura scenda fino a un valore massimo del 20%”, commenta Luca Comunian, head of distribution marketing & communication – gobal markets di Bnp Paribas Corporate & Institutional Banking, ha commentato.

I vantaggi dei bonus cap. I prodotti di investimento derivati cartolarizzati consentono di ottimizzare il portafoglio rispetto all’investimento diretto in azioni. Inoltre, a scadenza, permettono di ottenere un bonus se nel corso della vita del certificate il sottostante non ha mai raggiunto un valore pari o inferiore alla Barriera continua. Infatti, è possibile guadagnare anche in caso di ribassi moderati delle azioni sottostanti, compresi entro il 20% del valore iniziale.

Se invece si verifica l’evento barriera, a scadenza il certificate non paga il bonus, ma un importo proporzionato all’effettiva performance del sottostante. In questo caso sono possibili due scenari: l’investimento si può concludere con un ritorno se il valore finale del sottostante è superiore a quello iniziale e il guadagno rimane comunque limitato dal livello del Cap. Si verifica una perdita del capitale investito commisurata alla performance negativa del sottostante, se il valore finale del sottostante stesso è inferiore al valore iniziale.

Ad esempio, il bonus cap su Intesa Sanpaolo con scadenza dicembre (Isin: NL0013313224) pagherà a scadenza un premio di 21 euro se durante tutta la vita del certificate il titolo si è sempre trovato al di sopra del prezzo barriera (1,6676 euro). Qualora Intesa Sanpaolo tocchi la barriera continua nel corso della vita del certificato, a scadenza l’investitore riceve un importo commisurato alla performance del sottostante. Se tale performance è positiva, il prodotto scade e paga il valore nominale più il rendimento di Intesa Sanpaolo (per un valore massimo pari al 21 euro), se invece è negativa ci sarà una conseguente perdita sul capitale investito (100 euro per bonus cap).

Il trattamento fiscale dei Certificate, considerati redditi diversi di natura finanziaria (con aliquota pari al 26%), a differenza di altre classi di investimento quali fondi ed ETF, permette di utilizzare le eventuali plusvalenze per compensare perdite pregresse.