Bf compie uno dei passi più rilevanti degli ultimi anni nell’agroindustria italiana e rafforza in modo deciso il proprio disegno di integrazione verticale. La holding, attraverso la controllata Bf International, ha firmato l’accordo per l’acquisizione del 100% di Fratelli Martini, gruppo romagnolo attivo nella mangimistica, nella zootecnia e nella trasformazione alimentare, con un giro d’affari che nel 2024 ha sfiorato 1,2 miliardi di euro. Il valore complessivo dell’operazione è pari a 220 milioni di euro.
Con questa mossa, il perimetro industriale di Bf raggiunge una dimensione complessiva di circa 3 miliardi di euro, collocando il gruppo tra i principali operatori italiani – e potenziali europei – lungo la filiera delle proteine animali.
Un’operazione strategica per il controllo della filiera
L’asset acquisito rappresenta una filiera completa, che parte dalla produzione dei mangimi, passa per l’allevamento avicolo e arriva fino alla trasformazione industriale dei prodotti alimentari. Un’integrazione che rafforza la capacità del gruppo di presidiare tutte le fasi della catena del valore, riducendo l’esposizione alle oscillazioni di mercato e aumentando il controllo su qualità, costi e sostenibilità.
L’acquisizione sarà realizzata tramite una newco (Holdco). L’operazione prevede anche il reinvestimento da parte degli attuali soci di Fratelli Martini, che destineranno 20 milioni di euro alla nuova società, mantenendo una partecipazione di circa il 15%. A questo si aggiunge un vendor loan da 10 milioni, mentre il restante fabbisogno sarà coperto da Bf International per 110 milioni con risorse proprie e per 80 milioni tramite finanziamento bancario.
Il closing, come riporta il Sole 24-Or, è atteso entro maggio 2026.
Governance e continuità manageriale
L’accordo include un articolato patto parasociale che disciplina governance e circolazione delle quote, con un lock-up quinquennale per i soci reinvestitori. A questi ultimi sono riconosciuti specifici diritti di veto e la possibilità di nominare rappresentanti negli organi di controllo e nel consiglio di amministrazione.
Elemento centrale dell’operazione è la continuità gestionale: Antonio Montanari e Filippo Martini manterranno ruoli apicali all’interno del gruppo, a garanzia della stabilità operativa e del trasferimento delle competenze industriali maturate nel tempo.
Vecchioni: “Obiettivo leadership europea nelle proteine animali”
Per Federico Vecchioni, presidente esecutivo di Bf e Ceo di Bf International l’acquisizione è un tassello chiave per rafforzare il presidio della filiera delle proteine animali e costruire una piattaforma industriale in grado di competere a livello europeo.
Bf International rappresenta il braccio internazionale del gruppo e opera affiancando il know-how industriale alle partnership con istituzioni e operatori locali nei Paesi esteri, con un focus su innovazione tecnologica, sostenibilità e sicurezza alimentare. L’integrazione di Fratelli Martini viene considerata funzionale anche allo sviluppo dei progetti internazionali del gruppo.
Il perimetro Bf e la spinta sull’innovazione
Quotata a Piazza Affari, Bf è una holding attiva lungo l’intera catena agroalimentare: dalla selezione e commercializzazione delle sementi (attraverso Sis – Società italiana sementi), alla gestione dei terreni agricoli con Bonifiche Ferraresi, fino alla trasformazione e distribuzione dei prodotti a marchio Le Stagioni d’Italia. Il gruppo è inoltre presente nei servizi agli operatori agricoli tramite Cai – Consorzi agrari d’Italia.
L’operazione Fratelli Martini non è l’unico dossier sul tavolo. Proprio in questi giorni Sis ha inaugurato il primo impianto italiano di termotrattamento delle sementi, una tecnologia che consente la sanificazione dei semi senza ricorrere alla chimica tradizionale. L’impianto, sviluppato in collaborazione con la svedese Lantmännen BioAgri, utilizza aria a temperatura e umidità controllate ed è in grado di trattare fino a 15 tonnellate all’ora.
















