Autostrada A35 ''Brebemi''

Il 2035 è la data che segnerà un cambio di paradigma per la mobilità europea. Con il regolamento approvato nel 2023, l’Unione europea ha stabilito che da quell’anno non potranno più essere immatricolate nuove auto e nuovi furgoni con motore a combustione interna. In altre parole, dal 1° gennaio 2035 tutte le vetture nuove dovranno essere a emissioni zero allo scarico, con l’unica eccezione dei veicoli alimentati da carburanti sintetici certificati come neutrali dal punto di vista della CO₂.

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Questo obiettivo è parte integrante del pacchetto “Fit for 55”, che impone riduzioni progressive: entro il 2030 le emissioni medie delle auto nuove dovranno calare del 55% rispetto ai livelli del 2021, mentre per i furgoni la riduzione dovrà raggiungere il 50%. Il passo finale è l’azzeramento totale nel 2035, che si inserisce nella traiettoria più ampia del Green Deal europeo e della neutralità climatica al 2050.

Sul piano politico, Bruxelles ha ribadito più volte la centralità di questa scadenza, anche dopo aver concesso all’industria alcuni margini di flessibilità, come la possibilità di spalmare sul triennio 2025-2027 la valutazione dei limiti di CO₂ che inizialmente erano previsti solo per il 2025. Una revisione del regolamento è inoltre fissata per il 2026, per verificare lo stato di avanzamento e valutare eventuali aggiustamenti.

Le associazioni dei costruttori (Acea) e dei fornitori (Clepa) hanno però avvertito che gli obiettivi non sono più realistici nello scenario industriale e geopolitico attuale. I costi delle batterie, la dipendenza dalle materie prime asiatiche, l’insufficienza delle infrastrutture di ricarica e la concorrenza cinese e americana vengono indicati come i principali ostacoli. A queste criticità si sommano i timori per l’occupazione, soprattutto nella filiera della componentistica tradizionale.

Per questo l’industria chiede una “ricalibrazione della rotta” e invoca il principio di neutralità tecnologica: non solo elettrico, ma anche ibridi plug-in, idrogeno, motori a combustione ad alta efficienza e carburanti decarbonizzati. Bruxelles, però, resta ferma sul traguardo del 2035, considerato cruciale per rispettare gli impegni climatici europei e non perdere la corsa globale verso la mobilità a zero emissioni.