I rendimenti obbligazionari sono aumentati tantissimo a livello nazionale e internazionali, tanto da far intervenire anche le banche centrali. Tutto è partito dagli Stati Uniti, quando la Federal Reserve (Banca Centrale statunitense) ha promesso di mantenere i tassi vicino allo zero, invitando così gli investitori a scegliere i rendimenti delle obbligazioni. L’aumento rapido dei rendimenti obbligazionari ha conseguenze dirette sul mercato. Vediamo quali sono queste conseguenze e quali sono le cause che fanno aumentare i rendimenti obbligazionari.
Perché i rendimenti obbligazionari aumentano e le conseguenze per i mercati
I rendimenti obbligazioni mondiali dipendono da diversi fattori. I vaccini contro il CoVid-19 e gli stimoli fiscali dei governi hanno incoraggiato gli investitori, che ora sono più portati verso il rischio.
Così, anche le proiezioni sull’inflazione prevedono un rialzo, mentre le obbligazioni risultano più a buon mercato e con alti rendimenti. I rendimenti obbligazionari mondiali più alti si basano sulla situazione negli Stati Uniti. Infatti, il dollaro e l’oro hanno visto aumentare il loro valore. Questo aumento ha avuto conseguenze a cascata su tutti gli investimenti, garantendo così un risparmio ad alto rendimento.
Come muoversi tra bond e rendimenti bancari e non in Italia
I rendimenti obbligazionari si basano sulle obbligazioni (bond in inglese), cioè su prestiti che chi investe fa allo Stato o a un’azienda. Il titolo indica quanto è stato prestato, l’interesse (percentuale e se fisso o variabile) e quando si completerà il pagamento del debito.
Le obbligazioni si chiamano anche a reddito fisso, perché quando si usa l’interesse fisso si ottiene il pagamento dell’interesse periodicamente, con la cedola, fino alla scadenza. Le obbligazioni di Stati e aziende di grandi dimensioni sono quotate anche in Borsa. Quando non lo sono, si chiamano over-the-counter (OTC).
Le obbligazioni possono essere:
- a cedola zero: quando l’interesse viene pagato insieme all’estinzione del debito in un’unica soluzione, senza cedole;
- convertibili: quando si sceglie di convertire parte del debito in azioni entro una certa data;
- richiamabili: quando l’azienda ha la possibilità di comprare l’obbligazione dall’investitore, estinguendo così il debito prima della data di scadenza;
- opzione a vendere. Quando è l’investitore che vuole vendere l’obbligazione prima che perda di valore.
I rendimenti obbligazionari dipendono dai tassi di interesse legati ai cambiamenti dell’economia. Per evitare di ottenere un rendimento più basso, c’è chi sceglie l’interesse fisso, con un tasso che viene stabilito quando si emette l’obbligazione. Questo “salva” da ribassi, ma purtroppo anche da un aumento dei rendimenti. Quando i rendimenti aumentano, si riduce il prezzo dell’obbligazione.
I rendimenti obbligazioni bancari dipendono dalla banca emittente, dalla sua credibilità e dai tassi di interesse applicati. In Italia, invece, i rendimenti dei titoli di Stato dipendono dalla stabilizzazione del mercato legata alla BCE, dal PIL, dal debito dello Stato (deficit) e dalla stabilità del Governo.
In più, anche come vanno le aste dei titoli sono importanti, perché da questi dipende la valutazione degli investitori.
Cosa succede quando ci sono rendimenti obbligazionari negativi
Quando il prezzo di acquisto del titolo è troppo alto rispetto al rendimento della cedola, si parla di rendimenti obbligazionari negativi. In questa situazione, invece di guadagnare, l’investitore perde una percentuale molto bassa del proprio investimento. Questo avviene quando chi emette il titolo (società o Paese) è considerato talmente stabile da avere pochissimi rischi. In Europa, casi simili avvengono in Germania e nei Paesi Bassi.
Accanto a un rendimento negativo questi Paesi mettono un vincolo di diversi anni. Il rendimento obbligazionario negativo può avere senso se si vuole ottenere una riserva di moneta da utilizzare negli scambi tra valute, per rivendere subito il titolo per ottenere la plusvalenza, oppure per avere un “bene rifugio” se si perde molto denaro in investimenti più volatili (come il trading).
















