Il gigante del food delivery Just Eat Takeaway ha annunciato nei giorni scorsi una nuova partnership con Amazon. Il colosso fondato da Jeff Bezos offrirà ai suoi utenti Prime negli Stati Uniti un’iscrizione di un anno a Grubhub, azienda controllata da Just Eat leader nel food delivery negli Usa, e questa mossa che secondo gli analisti potrebbe contribuire ad attirare nuovi clienti e a rafforzare la posizione del servizio.
Ma cosa c’è dietro questa mossa?
Semplice. Just Eat è diventata grande fagocitando uno dopo l’altro i competitor. Il business del food delivery, peraltro comunque precario in tutti i contesti rispettori dei diritti sociali che non a caso negli Stati Uniti sono l’ultima sollecitudine della legge, è comunque povero, anche dove guadagna; insomma, se guadagna guadagna pochissimo. Queste aziende sono spuntate come funghi nel mondo sulla scia del mito dei dati, cioè del falso assunto che sapendo tutto dei gusti del signor Rossi – per esempio quante volte al mese ordina una pizza – gli si possono vendere più pizze. Cavolata spaziale, ma comunque: il tempo lo dimostrerà.
La pandemia è arrivata a soccorrere quelli del food delivery, però: e ha fatto emergere il meglio del settore della consegna di cibo a domicilio. Just Eat è quindi cresciuta e si è decisamente inebriata dal successo del momento: ha acquistato la società statunitense Grubhub per 7,3 miliardi di dollari nel 2020, una mossa che le ha permesso di avere finalmente un punto d’appoggio negli Stati Uniti. Ma con la riapertura di ristoranti a destra e a manca, il successo è svanito quasi subito. Gli investitori hanno quindi fatto pressione su Just Eat affinché vendesse la filiale, e l’azienda ci ha pensato seriamente.
Allo stesso tempo, però, l’azienda ha pensato a come ribaltare la situazione. Per questo motivo è stato siglato il nuovo accordo con Amazon. La soluzione sembra funzionare per gli investitori: hanno fatto salire le azioni di Just Eat del 20%, il più grande balzo in quasi quattro anni.
Amazon nel settore food delivery
Se tutto questo vi sembra familiare, è perché Amazon ha lanciato la propria attività di consegna ai ristoranti nel 2015, prima di chiudere il segmento nel 2019 quando non è riuscita ad affermarsi come attore chiave. Questo accordo è probabilmente una scommessa più sicura: Amazon riceverà dei “warrant” – in sostanza delle stock option – che rappresentano una partecipazione del 2% in Grubhub, e potrebbe aumentare la proprietà al 15% se soddisfa determinate condizioni di performance, come portare un numero sufficiente di nuovi clienti alla porta di Grubhub.
Peraltro, Amazon sta sviluppando innovazioni a più vasto raggio, ed anche meno sciocche di questa, per esempio cambiando anche il modo di consegnare i pacchi, annunciando questa settimana che per la prima volta nel Regno Unito inizierà a consegnare i pacchi con biciclette elettriche e a piedi. Il tutto rientra nell’obiettivo di rendere la metà delle spedizioni a zero emissioni entro il 2030 e il 100% entro il 2040.
















