Chi si aspettava una rapida inversione di tendenza dopo la catastrofe dei primi sei mesi del 2020 rischia di rimanere con un pugno di mosche in mano. Se, infatti, fino ad ora si è discusso di una ripartenza a “V” o a “U”, a seconda delle previsioni di una ripresa più o meno rapida, ora si inizia a parlare di un ritorno alla normalità (se così vogliamo chiamarla, visto il 2019 poco commendevole dal punto di vista economico) solo nel 2025. Lo sancisce Prometeia insieme a Legacoop, in uno studio dal titolo “Lo scenario previsivo al 2027,” elaborato nell’ambito del progetto MonitorFase3.
Secondo quanto si legge nel report, il pil italiano calerà del 10,1% nel 2020, ma impiegherà altri quattro anni per tornare ai livelli del 2019. E questo non tanto perché il virus tornerà a farsi sentire, ma perché la flessione è stata talmente profonda da aver minato il tessuto economico e sociale del nostro Paese. E gli interventi stanziati dal governo, per 75 miliardi complessivi, rischiano di non essere sufficienti.
È vero, è stato messo in campo il Recovery Fund, ma sarà operativo solo dal 2021 e, soprattutto, imporrà misure molto dure per la riduzione dell’indebitamento del nostro Paese. Proprio questo parametro schizzerà ben oltre la soglia del 150%, figlio di un deficit che quest’anno potrebbe raggiungere l’11%. Il rimbalzo che ci sarà l’anno prossimo sarà “solo” del 5,9%, ma serviranno altri anni per tornare dove avevamo lasciato il nostro paese, in stagnazione ma almeno immune dal virus.
















