Affitti brevi, nuove regole: i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto un accordo sulle nuove regole per la raccolta e la condivisione dei dati sugli affitti a breve termine, per aiutare le autorità locali a migliorare i servizi turistici. L’accordo, raggiunto nella serata di ieri, “mira a promuovere un’economia di piattaforma trasparente e responsabile nell’Ue e a informare politiche locali efficaci”, si legge in una nota dell’Eurocamera. Le nuove misure prevedono una procedura di registrazione online più semplice, e gratuita (o a un costo proporzionato) per le proprietà in affitto a breve termine nei Paesi dell’Ue che la richiedono. Una volta completata la procedura, i proprietari che decidono di affittare (host) riceveranno un numero di registrazione che consentirà loro di affittare la loro proprietà. Le autorità competenti conosceranno l’identità dell’host e potranno verificare le sue informazioni. E’ previsto, inoltre, che le piattaforme online debbano garantire che il numero di registrazione dell’host consenta agli utenti di identificare la proprietà sull’annuncio e che le informazioni fornite siano affidabili e complete.

Affitti brevi, nuove regole: prevista la rimozione degli annunci illegali

Le piattaforme dovranno compiere “sforzi ragionevoli” per effettuare controlli casuali su queste informazioni. Le autorità competenti possono sospendere i numeri di registrazione, chiedere alle piattaforme di rimuovere gli annunci illegali o imporre sanzioni alle piattaforme o agli host non conformi. Per quanto riguarda la trasmissione dei dati, in base all’accordo, gli Stati membri istituiranno un unico punto di ingresso digitale per ricevere dalle piattaforme i dati sull’attività degli host (ad esempio, indirizzo specifico, numero di registrazione corrispondente, Url dell’inserzione) su base mensile. È previsto un regime meno oneroso per le micro e piccole piattaforme con una media di 4.250 inserzioni o meno. Questi dati saranno utilizzati per compilare statistiche e consentire alle autorità pubbliche di valutare meglio la situazione sul campo e migliorare i servizi turistici nella loro area. Adesso, l’accordo informale dovrà essere adottato dal Consiglio e dal Parlamento prima di diventare legge. Dopo la sua entrata in vigore, gli Stati membri avranno 24 mesi di tempo per adattare i loro sistemi di registrazione e creare la necessaria infrastruttura informatica.