Ubs Investor Sentiment, Le posizioni liquide restano forti. Ma gli investitori progettano di investire in azioni

L’integrazione di Credit Suisse continua a ridisegnare le dimensioni di UBS, che prosegue il percorso di riduzione dei costi anche attraverso il taglio del personale. A fine settembre 2026 la banca svizzera contava 97.593 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno, con una diminuzione di 1.492 unità rispetto a giugno e di 6.834 rispetto allo stesso periodo del 2025.

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La contrazione dell’organico si inserisce nel processo di integrazione dell’ex concorrente Credit Suisse, acquisito nel 2023, e nella strategia del gruppo volta a migliorare l’efficienza operativa. La riduzione riguarda anche il personale esterno, confermando la tendenza al ridimensionamento della forza lavoro complessiva.

UBS, meno di 100mila posti a tempo pieno

I dati diffusi insieme ai risultati trimestrali mostrano che il numero di impieghi a tempo pieno è sceso ulteriormente sotto la soglia dei 100mila, già superata al ribasso nel trimestre precedente. A fine giugno UBS contava infatti 99.085 posti equivalenti a tempo pieno, mentre dodici mesi prima il totale era pari a 104.427.

Considerando anche i collaboratori esterni, il personale complessivo ammontava a 109.990 unità a fine settembre. Il dato segna una riduzione di 2.398 unità rispetto alle 112.388 registrate a fine giugno e di 12.392 rispetto alle 122.382 di un anno prima.

Il ridimensionamento riflette il percorso di razionalizzazione avviato dopo l’acquisizione di Credit Suisse. L’integrazione delle attività e la revisione della struttura dei costi restano infatti elementi centrali nella trasformazione del gruppo bancario.

Riacquisto di azioni, obiettivo 3 miliardi di dollari entro fine anno

Parallelamente alla riduzione dei costi, UBS punta a completare entro la fine del 2026 il programma di riacquisto di azioni proprie da 3 miliardi di dollari, pari a circa 2,5 miliardi di franchi svizzeri. Nel terzo trimestre le operazioni di buyback hanno raggiunto un valore di 1,8 miliardi di dollari.

Il ritmo dei riacquisti resterà tuttavia legato all’andamento dei risultati finanziari e alle prospettive di breve periodo. Un altro elemento determinante sarà il mantenimento di un coefficiente patrimoniale CET1 intorno al 14%, indicatore che misura la solidità del capitale di migliore qualità della banca rispetto alle attività ponderate per il rischio.

Attenzione alle decisioni del Parlamento svizzero

Sulle future operazioni di riacquisto peseranno anche gli sviluppi normativi in Svizzera. UBS ha infatti indicato che sarà importante ottenere maggiore chiarezza sull’esito delle deliberazioni parlamentari relative alla capitalizzazione delle partecipazioni estere. Le decisioni sul quadro regolamentare potrebbero incidere sulle valutazioni del gruppo in materia di capitale e, di conseguenza, sulla capacità di proseguire il programma di remunerazione degli azionisti ai ritmi previsti.

Per UBS si intrecciano quindi due priorità: portare avanti l’integrazione di Credit Suisse e contenere i costi, mantenendo al tempo stesso una posizione patrimoniale coerente con i requisiti regolamentari e con le prospettive finanziarie del gruppo.