Roma – Il tempo perso nei trasporti inefficienti ha un prezzo che, secondo alcune stime, vale almeno 50 miliardi di euro l’anno: ore sottratte alla famiglia, al lavoro e alla produttività delle imprese. Il dato è stato richiamato al Cnpr forum “Mobilità, servizi, giustizia: il valore del tempo per cittadini e imprese”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri presieduta da Luigi Pagliuca.

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Il costo del tempo perso nei trasporti

A citare la stima è Antonio Misiani (Pd), vicepresidente della commissione Bilancio del Senato, secondo cui il prezzo più alto lo pagano aree interne, Mezzogiorno e periferie delle grandi città. Dopo gli investimenti del Pnrr nella mobilità sostenibile, la priorità è il trasporto pubblico locale, da tram e metropolitane agli autobus elettrici: “Servono risorse certe e una programmazione almeno decennale che consenta di completare le opere”, sostiene.

Sui risultati già misurabili, Alessandro Colucci (Noi Moderati), segretario dell’Ufficio di presidenza della Camera, cita la quinta corsia dell’A8 tra Milano e Lainate, che secondo le stime ha fatto risparmiare un milione di ore l’anno, e la quarta corsia dinamica sull’A4, che ha ridotto del 18% i tempi di percorrenza. Quanto al Pnrr, che ha mobilitato quasi 195 miliardi di euro, “il risultato si misurerà al completamento dei lavori”.

Pendolari, aree interne e lavoro da remoto

Di segno opposto la valutazione di Francesca Ghirra, deputata di Avs in commissione Trasporti, che giudica insufficiente l’impegno del governo sul trasporto pubblico locale. “Servizi insufficienti costringono all’uso dell’auto, aggravando il traffico nelle aree metropolitane”, afferma, ricordando che il costo ricade su pendolari, studenti, lavoratori e su chi deve raggiungere ospedali e strutture sanitarie.

Gianfranco Rotondi (FdI), vicepresidente della commissione Politiche dell’Unione europea della Camera, sposta l’attenzione sull’organizzazione del lavoro. Partendo dalla diffusione del lavoro da remoto con la pandemia, propone di favorire hub multifunzionali nelle aree interne e montane, dove qualità della vita e costi più contenuti possono attrarre lavoratori, a patto di garantire connessioni affidabili, servizi e spazi adeguati.

Burocrazia, giustizia e logistica: i professionisti

Per Sabatino Broccolini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Teramo, il tempo perso riguarda anche servizi e burocrazia. Citando l’Istat, ricorda che nelle coppie di occupati le donne dedicano al lavoro domestico e di cura oltre due ore al giorno più degli uomini e che i servizi per l’infanzia offrono 31,6 posti ogni 100 bambini, 19 al Sud. Autorizzazioni lente e tempi della giustizia, aggiunge, frenano gli investimenti.

Le conclusioni di Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili, riportano il tema alla logistica: secondo l’Istat le inefficienze dei trasporti costano circa cinque miliardi l’anno nelle sole principali aree metropolitane. Tra le leve indicate, un canale unico per pianificare e prenotare l’intero viaggio con coincidenze sincronizzate e politiche urbane che scaglionino gli orari di uffici e scuole per evitare i picchi di traffico.