AssoSoftware
Pierfrancesco Angeleri, Presidente di AssoSoftware.

Il software è il vero motore della digitalizzazione delle PMI italiane ma sembra che le Istituzioni non se ne siano ancora rese conto. In una frase questo è il sunto di quanto dibattuto durante la 32 assemblea dei soci 2026 di AssoSoftware tenutasi a Milano a fine ottobre.

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All’alba del 2027 le iniziative del Governo per accelerare e supportare la digitalizzazione si concentrano quasi esclusivamente sull’hardware o sui macchinari per la manifattura. Forse, un timido cenno di riallineamento con l’offerta che serve realmente può arrivare dal recente Voucher Cloud & Cybersecurity. Un’iniziativa che (finalmente) si rivolge espressamente a PMI e liberi professionisti e che prevede l’accesso a soluzioni sia hardware che software, a servizi per l’infrastruttura e alla formazione.

Purtroppo, la mancanza di un adeguamento a ciò che realmente offre il mercato è atavica. Dimostrazione vivente sono i bandi pubblici che per anni hanno obbligato i fornitori a rimodulare le offerte per adeguarsi a terminologie e richieste obsolete e spesso incomprensibili.

Il voucher piace

L’attenzione istituzionale al software italiano è stimolata dall’associazione di categoria che, per bocca del neoconfermato Presidente AssoSoftware, Pierfrancesco Angeleri, ha elaborato Investo Digitale: “misura diretta, semplice e pluriennale per software, intelligenza artificiale e cybersicurezza” da erogare sottoforma di voucher, che si conferma lo strumento più apprezzato e più versatile.

Insieme a AIIP, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni, AssoSoftware ha potuto illustrare la misura ai Ministri coinvolti ma, per ora, non ha raccolto molto di più di un apprezzamento per il lavoro svolto. “Tutte le misure volte alla digitalizzazione delle imprese italiane – ha osservato Angeleri – sono concentrate sull’aggiornamento dell’hardware, dei macchinari per l’industria o dei beni materiali in generale e troppo spesso i beneficiari sono realtà “virtuose” dal punto di vista della digitalizzazione”.

Uno dei motivi, si osserva, può essere la forte necessità di puntare a soluzioni sostenibili dettata dal diktat imposto dall’Europa. Per contro, quanto è difficile dimostrare l’impatto effettivo del software nei consumi energetici?

AssoSoftware si ispira alla Spagna

Investo Digitale è un contributo diretto, semplice ed erogabile in almeno tre anni e si ispira fortemente al modello già disponibile in Spagna, che non a caso presenta valori macroeconomici e indici di digitalizzazione di tutto rispetto in Europa. Riguarda software, cloud, intelligenza artificiale e cybersicurezza e finanzia non solo l’acquisto, ma anche implementazione, formazione e servizi continuativi. Elementi peraltro previsti anche dal recente Voucher Cloud e Cybersecurity. Da sottolineare che Investo Digitale prevede un ulteriore premio nel caso in cui l’azienda cliente scelga soluzioni Made in EU. E così, correttamente, strizziamo l’occhio alla sovranità digitale.

L’importanza degli asset intangibili

A corredo della misura proposta, con il fine di raggiungere corde più sensibili sono state presentate due ricerche specifiche. La prima, sul ruolo concreto del software nell’economia italiana e illustrata da Claudio Socci, ordinario di Economia Politica a Macerata, e la seconda, sull’impatto del software nella produttività del Paese, presentata da Valentina Meliciani, professoressa di Economia Applicata presso la Luiss.

Partendo da dati macroeconomici europei e pubblici si dimostra e si misura l’impatto effettivo sul valore della produzione e sulla produttività del software. È un lavoro interessante e concreto quello svolto dai due accademici che introduce interpretazioni nuove e non più trascurabili. Come l’ampliamento dell’universo delle realtà che concorrono alla misurazione dell’impatto del software sulla produzione italiana. Un impatto che non proviene solo dai puri produttori software ma, in verità, da una filiera molto più articolata, è a lungo termine e non si esaurisce con la sola trattativa commerciale.

Dal punto di vista dell’incremento della produttività, valore in caduta libera in Italia, la professoressa Meliciani ha sottolineato la crescente incidenza nel business dei cosiddetti asset intangibili di un’azienda di cui tanto si parla, all’estero. E il software deve essere considerato uno dei principali. Di più: il valore di business viene generato dall’interazione tra gli stessi asset e dalla loro necessaria complementarietà. In un esempio: non esiste R&D senza Software (e viceversa), ovvero non si può pensare di investire in uno senza coinvolgere l’altro.

Dall’illustrazione di questi risultati a dimostrare l’impatto concreto e misurabile sul Pil nostrano, il passo è breve. In definitiva, il messaggio appare chiaro: dimostrare l’impatto diretto sul Pil di una misura come Investo Digitale, evitando così ogni altro dato difficilmente convincente, per spingere definitivamente le istituzioni ad adottare la proposta di AssoSoftware e delle altre associazioni di categoria.