Per chi pubblica musica su YouTube, TikTok e Instagram, scegliere tra Soundreef e SIAE significa valutare come vengono gestiti i diritti d’autore, quali commissioni si applicano e come vengono distribuite le royalties. SIAE applica una commissione dell’8% sul digitale, contro il 19% di Soundreef, e dispone di accordi con le principali piattaforme.
Pubblicare una canzone sui social può significare raggiungere migliaia di persone in poche ore. Un brano può diventare la colonna sonora di un video su TikTok, essere utilizzato in un reel su Instagram o accumulare visualizzazioni su YouTube. Ma quando la musica circola online, chi raccoglie i compensi spettanti a chi l’ha scritta?
Per autori, compositori e musicisti indipendenti, la risposta passa anche dalla scelta della società che gestisce i diritti d’autore. Per scegliere tra Soundreef e SIAE è importante valutare diversi aspetti: la semplicità dell’iscrizione e della gestione dei diritti, le condizioni economiche, la capacità di raccogliere le royalties digitali, gli accordi con le piattaforme e gli strumenti disponibili per monitorare i propri guadagni.
Il tema riguarda un mercato in crescita. Secondo il CISAC Global Collections Report 2025, nel 2024 la raccolta mondiale dei diritti d’autore musicali ha raggiunto 12,59 miliardi di euro. Di questi, oltre 5 miliardi provengono dagli utilizzi digitali, che rappresentano il 39,8% del totale musicale.
Soundreef o SIAE: quali diritti entrano in gioco quando pubblichi musica sui social?
Quando una canzone viene utilizzata su YouTube, TikTok o Instagram, possono entrare in gioco diritti differenti: quelli sulla composizione musicale e quelli sulla registrazione del brano. La distinzione è fondamentale per capire quali compensi vengono gestiti da una collecting come SIAE o Soundreef.
Il diritto d’autore sulla composizione riguarda la musica e il testo. Spetta agli autori e agli altri aventi diritto, secondo le rispettive quote. I diritti sulla registrazione, comunemente chiamata master, riguardano invece il fonogramma e coinvolgono soggetti come produttori discografici e artisti interpreti o esecutori.
Consideriamo un cantautore indipendente che scrive, registra e pubblica una canzone. Se il brano viene utilizzato su una piattaforma digitale, possono maturare compensi collegati sia alla composizione sia alla registrazione. Anche quando la stessa persona possiede entrambi i diritti, la loro gestione economica può seguire canali diversi.
È qui che intervengono le società di gestione collettiva: SIAE e Soundreef si occupano dei diritti d’autore sulle composizioni affidate alla loro gestione, mentre i ricavi del master seguono altri accordi e canali di distribuzione.
Per questo, pubblicare una canzone attraverso un distributore digitale non significa necessariamente aver organizzato anche la raccolta di tutti i compensi spettanti come autore.
Come funzionano le royalties musicali su YouTube, TikTok e Instagram?
Una canzone può generare utilizzi digitali diversi: su YouTube può accompagnare un videoclip o un contenuto pubblicato da un creator, su TikTok può essere utilizzata in migliaia di video degli utenti, mentre su Instagram può diventare la colonna sonora di reel e altri contenuti. In tutti questi casi, gli utilizzi musicali possono generare royalties per gli autori, secondo gli accordi di licenza previsti dalle piattaforme.
YouTube: visualizzazioni, musica e diritti d’autore
Su YouTube una composizione musicale può essere utilizzata in un videoclip ufficiale, in un video pubblicato da un creator o in altri contenuti disponibili sulla piattaforma.
Quando l’utilizzo rientra negli accordi di licenza pertinenti, i compensi per i diritti d’autore sulla composizione vengono gestiti secondo le condizioni previste.
Un autore che pubblica il proprio videoclip su YouTube deve quindi distinguere tra i ricavi eventualmente generati dal canale, i diritti relativi alla registrazione e le royalties spettanti per la composizione.
La monetizzazione del canale YouTube e la raccolta dei diritti d’autore musicali non sono la stessa cosa. Un creator può ricevere ricavi pubblicitari senza che questi coincidano con tutti i compensi spettanti agli autori della musica utilizzata.
TikTok: cosa succede quando una canzone viene usata nei video?
Su TikTok un brano può circolare anche attraverso migliaia di video realizzati da utenti diversi. La diffusione di una canzone può quindi estendersi ben oltre il profilo dell’artista che l’ha pubblicata.
Per gli autori, il punto non è soltanto ottenere visibilità, ma fare in modo che gli utilizzi della composizione siano gestiti nell’ambito degli accordi di licenza applicabili.
Non esiste un compenso fisso universale per ogni video TikTok che utilizza una canzone. Le royalties dipendono dai meccanismi di licenza e ripartizione previsti, non da una semplice moltiplicazione tra numero di video e tariffa per utilizzo.
Questo significa che un brano molto utilizzato può generare opportunità economiche, ma il numero di video che lo contengono non coincide automaticamente con l’importo dei diritti d’autore da ricevere.
Instagram: i reel possono generare diritti d’autore musicali?
Anche l’utilizzo di una composizione musicale nei reel e negli altri contenuti di Instagram può rientrare nella gestione dei diritti d’autore digitali.
Per esempio, una canzone originale può essere scelta come accompagnamento musicale di numerosi contenuti pubblicati da utenti e creator. Gli utilizzi coperti dagli accordi con la piattaforma concorrono alla gestione economica del repertorio secondo le condizioni di licenza e ripartizione.
Occorre però distinguere le royalties musicali dai guadagni che un creator può ottenere attraverso sponsorizzazioni, collaborazioni commerciali o altri strumenti di monetizzazione.
I compensi per i diritti d’autore sulla musica e i ricavi commerciali di un creator sono due entrate diverse.
Soundreef o SIAE: quanto costano le commissioni sulle royalties digitali?
SIAE applica una commissione dell’8% sulle royalties musicali digitali, mentre per Soundreef il valore di riferimento è il 19%. La differenza è di 11 punti percentuali.
Per un autore che pubblica regolarmente musica online, questa differenza incide sulla quota dei compensi raccolti che rimane disponibile dopo la commissione della collecting.
Per capire quanto incidano le commissioni, consideriamo un esempio su 1.000 euro di royalties lorde.
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Voce |
SIAE |
Soundreef |
|
Royalties lorde |
1.000 € |
1.000 € |
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Commissione digitale |
8% |
19% |
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Importo trattenuto |
80 € |
190 € |
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Importo dopo la commissione |
920 € |
810 € |
Nell’esempio, a parità di importo raccolto, la differenza è di 110 euro ogni 1.000 euro di royalties lorde.
Quali accordi ha SIAE con YouTube, TikTok e Instagram?
SIAE dispone di accordi di licenza multi-territoriale con alcune delle principali piattaforme digitali, tra cui YouTube, Spotify, Apple Music, TikTok, Facebook e Instagram.
Si tratta di un elemento importante per gli autori che pubblicano musica online, perché la circolazione dei brani non si ferma ai confini nazionali.
Gli accordi multi-territoriali permettono di gestire i diritti d’autore relativi agli utilizzi delle opere nei territori coperti dalle licenze. SIAE raccoglie i compensi previsti, elabora le informazioni ricevute dalle piattaforme e le collega al repertorio e agli aventi diritto per effettuare le ripartizioni.
Il processo comprende tre attività fondamentali:
- Licenza: la piattaforma ottiene la possibilità di utilizzare il repertorio musicale nei termini concordati.
- Raccolta e identificazione: SIAE riceve i dati pertinenti agli utilizzi e li associa alle opere e ai rispettivi titolari dei diritti.
- Ripartizione: i compensi raccolti vengono attribuiti e distribuiti agli aventi diritto secondo i criteri applicabili.
Per un autore indipendente, il vantaggio non è soltanto poter affidare la gestione dei propri diritti digitali a una struttura che intrattiene rapporti diretti con le grandi piattaforme internazionali. La dimensione del repertorio rappresentato da SIAE (secondo l’AGCOM pari al 99,2% del totale) e il volume di diritti gestiti le conferiscono anche un peso negoziale significativo, permettendole di trattare le condizioni di licenza con interlocutori globali come YouTube, TikTok e Instagram.
Un singolo autore difficilmente avrebbe la stessa possibilità di negoziare direttamente con queste piattaforme. Attraverso SIAE, invece, può beneficiare di una gestione collettiva che mette a disposizione anche dei musicisti emergenti la capacità contrattuale di una delle principali società di gestione dei diritti d’autore.
A questa capacità si aggiunge la rete di circa 300 accordi internazionali di SIAE, estesa a 199 Paesi e territori, utile per la gestione dei diritti anche attraverso società di raccolta estere.
Perché la raccolta digitale è sempre più importante per gli autori italiani?
Il peso economico della musica online emerge dai dati internazionali. Secondo CISAC, nel 2024 la raccolta digitale complessiva è cresciuta dell’11,2%, superando per la prima volta i 5 miliardi di euro.
Il digitale rappresenta così il 39,8% degli incassi musicali mondiali, davanti alle altre singole categorie di utilizzo.
Anche per la musica italiana la dimensione internazionale è significativa. Secondo i dati pubblicati da SIAE, nel 2025 le royalties della musica italiana all’estero hanno superato i 32 milioni di euro, con l’88% dei ricavi proveniente dal digitale.
Questi numeri mostrano perché, per chi scrive musica destinata alle piattaforme e ai social, la capacità di raccogliere e gestire i compensi digitali sia un criterio centrale nella scelta della collecting.
La questione non riguarda soltanto gli artisti già affermati. Anche una composizione pubblicata da un autore emergente può essere utilizzata su piattaforme accessibili in molti Paesi.
Ogni quanto SIAE distribuisce le royalties musicali digitali?
Da ottobre 2025 SIAE distribuisce ogni 90 giorni le royalties musicali provenienti dalle piattaforme di streaming e download con licenza multi-territoriale interessate dal calendario trimestrale.
Le ripartizioni sono previste a gennaio, aprile, luglio e ottobre, per un totale di quattro appuntamenti annuali.
Il cambiamento ha sostituito, per questi compensi, la precedente cadenza semestrale.
Per un autore che pubblica musica con continuità, una distribuzione più frequente permette di ricevere aggiornamenti periodici sui compensi disponibili e di organizzare meglio le proprie entrate.
Un musicista che pubblica più singoli durante l’anno, per esempio, può consultare le ripartizioni e i pagamenti attraverso i servizi digitali di SIAE, senza dover attendere un unico riepilogo annuale.
Il calendario trimestrale rende più prevedibili le distribuzioni dei compensi, mentre i tempi di maturazione delle singole royalties dipendono dalla raccolta e dall’elaborazione dei dati delle piattaforme.
L’app SIAE+: come controllare royalties e utilizzi digitali della propria musica
Per chi pubblica musica sui social e sulle piattaforme online, la gestione dei diritti non termina con il deposito di una canzone. È utile poter consultare il repertorio, verificare i pagamenti e conoscere la provenienza degli utilizzi.
SIAE+ permette agli autori di gestire diverse attività direttamente da smartphone, dall’iscrizione alla consultazione delle informazioni sui diritti. Anche il deposito delle opere è 100% digitale: attraverso l’app è possibile registrare nuove composizioni con firma elettronica, senza utilizzare moduli cartacei.
Un ulteriore vantaggio riguarda i costi di accesso: SIAE prevede l’iscrizione gratuita per gli autori e compositori under 30. Chi inizia a pubblicare musica da giovane può quindi affidare la gestione dei propri diritti a SIAE senza sostenere il costo di iscrizione, beneficiando anche dei servizi digitali disponibili attraverso SIAE+.
Attraverso l’app è possibile:
- Consultare il proprio repertorio musicale.
- Visualizzare le royalties e i pagamenti disponibili.
- Accedere alle informazioni sugli utilizzi digitali.
- Consultare i Paesi da cui provengono gli utilizzi delle opere.
- Depositare nuove composizioni in modalità completamente digitale, con firma elettronica.
Per un autore che raggiunge ascoltatori anche all’estero, la possibilità di visualizzare le informazioni geografiche sugli utilizzi offre un quadro più chiaro della circolazione del proprio repertorio.
La gestione digitale permette inoltre di seguire nel tempo le opere depositate, senza limitare il rapporto con la collecting alla sola fase di iscrizione.
Soundreef o SIAE: quale conviene a chi pubblica musica sui social?
Per un autore che pubblica musica su YouTube, TikTok e Instagram, SIAE presenta vantaggi concreti sul piano delle commissioni digitali, degli accordi con le piattaforme, della gestione internazionale e degli strumenti di consultazione.
Il confronto economico è il primo elemento: l’8% di commissione digitale di SIAE, rispetto al 19% di Soundreef, lascia una quota maggiore delle royalties all’autore a parità di compensi raccolti.
Il secondo riguarda la capacità di gestire gli utilizzi sulle grandi piattaforme. Gli accordi multi-territoriali di SIAE con YouTube, TikTok, Facebook e Instagram sono particolarmente pertinenti per chi pubblica composizioni destinate a circolare attraverso video e contenuti social.
Il terzo elemento è la continuità della gestione. Le ripartizioni trimestrali previste per le principali royalties digitali e le funzionalità di SIAE+ consentono di seguire compensi, repertorio e pagamenti attraverso strumenti dedicati.
Per chi punta a trasformare la diffusione della propria musica online in una fonte di reddito, la scelta della collecting deve quindi partire dai diritti effettivamente gestiti, dai costi di raccolta e dalla capacità di seguire gli utilizzi nel tempo.
FAQ: Soundreef, SIAE e diritti d’autore sui social
Se una mia canzone viene usata su TikTok, guadagno royalties?
L’utilizzo di una composizione musicale su TikTok può generare compensi per i diritti d’autore nell’ambito degli accordi di licenza applicabili. L’importo non corrisponde però a una tariffa fissa per ogni video pubblicato: dipende dalle condizioni di licenza e dai criteri di ripartizione.
YouTube paga direttamente tutti i diritti d’autore di una canzone?
No. I ricavi derivanti dalla monetizzazione di un canale YouTube non coincidono necessariamente con tutti i diritti d’autore sulla composizione. Questi ultimi possono essere gestiti attraverso società come SIAE e Soundreef, secondo i rispettivi mandati e accordi.
Quanto trattiene SIAE sulle royalties digitali?
SIAE applica una commissione dell’8% sul digitale, contro il 19% di Soundreef. Su 1.000 euro di royalties lorde soggette a queste commissioni, la trattenuta è rispettivamente di 80 e 190 euro.
SIAE gestisce anche i diritti musicali su Instagram?
Sì. SIAE ha accordi di licenza multi-territoriale che comprendono anche Instagram e Facebook, attraverso i quali vengono gestiti i diritti d’autore relativi agli utilizzi musicali coperti dalle licenze.
Posso distribuire musica sui social senza iscrivermi a una collecting?
Sì. L’iscrizione a una collecting non è obbligatoria per pubblicare una propria composizione. Affidare i diritti a una società di gestione come SIAE o Soundreef è invece una scelta che permette di delegare la raccolta e la ripartizione dei compensi rientranti nel mandato conferito.















