cybersicurezza

I data center, valgono enormi somme di denaro, mettono a dura prova il mercato assicurativo. I loro proprietari sono quindi molto interessati ad assicurarli contro catastrofi naturali, attacchi informatici e una serie di altri rischi. I premi legati a questi progetti sono destinati a salire dagli 11 miliardi di dollari attuali a 24 miliardi entro il 2030, secondo le stime del colosso della riassicurazione Swiss Re. Questo rende i data center una gradita fonte di crescita in un settore preoccupato per un imminente rallentamento. Tuttavia, questa corsa porta con sé anche diversi grattacapi – scrive The Economist.

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Tanto per cominciare, i data center sono grandi opere, sia fisicamente che finanziariamente. Sebbene alcuni siano in funzione — e assicurati — fin dal boom delle dot-com, le maggiori dimensioni richieste dall’intelligenza artificiale possono mandare in cortocircuito i modelli di rischio convenzionali. Più il data center è grande, maggiore è la probabilità che un tornado possa colpirlo. Circa il 40% della capacità dei data center statunitensi si trova in zone spesso esposte a simili pericoli, nota Swiss Re. Oltre un quarto è a rischio di essere colpito da violente grandinate più volte all’anno. Molti centri sono raggruppati in luoghi come la Virginia e il Texas […]: se un disastro naturale ne colpisce uno, è probabile che danneggi anche gli altri.

All’interno di queste enormi strutture, la disposizione degli impianti preoccupa le compagnie assicuratrici. Gli operatori tendono a posizionare i sistemi di accumulo di energia, comprese le batterie al litio, il più vicino possibile ai chip per l’IA. I costruttori ritengono che questa vicinanza garantisca un’alimentazione elettrica costante, ma aumenta anche le probabilità che un incendio delle batterie avvolga semiconduttori e altri componenti estremamente costosi. La concentrazione di beni di alto valore in un unico edificio fa sì che un singolo incidente possa causare perdite esorbitanti.

Internet è da sempre vulnerabile a interruzioni di corrente, attacchi informatici e altri inconvenienti che possono tagliare le connessioni e bloccare le attività commerciali. Nel caso dei data center, queste interruzioni di attività possono rivelarsi insolitamente onerose […] a causa dell’enorme volume di attività economica collegato a un singolo impianto. Considerati i colli di bottiglia nella catena di fornitura dell’IA, la sostituzione dei componenti danneggiati potrebbe richiedere tempo. I termini precisi della copertura assumono quindi un’importanza fondamentale: alcune polizze iniziano a risarcire i danni solo dopo le prime 12 o 24 ore di blocco, un margine di tempo sufficiente a generare perdite per milioni di dollari.

Assumendo di riuscire a definire i dettagli di queste mega-polizze, gli assicuratori si trovano di fronte a un secondo ostacolo: come finanziarle. I pacchetti assicurativi più grandi oggi coprono tipicamente fino a 8,5 miliardi di dollari di valore per progetti dal costo complessivo che raggiunge i 25 miliardi. Chi emette le polizze copre poi la propria esposizione attraverso la riassicurazione […]. Anche se i limiti di copertura attuali dovessero salire nei prossimi anni, molti grandi progetti rimarranno assicurati per meno della metà del loro valore reale.

I progetti in cerca di coperture aggiuntive dovranno ricorrere alla creatività. Un’opzione è ricorrere alle garanzie fideiussorie (surety bonds), talvolta emesse dalle compagnie di assicurazione per conto dei costruttori su richiesta dei clienti […]. Oltre alla creatività, i colossi tecnologici del cloud computing dovranno fare affidamento sulla propria solidità finanziaria. Società come Amazon e Oracle dispongono di risorse ingenti, il che consente loro di assumersi in proprio una quota significativa di rischio. Alcune aziende hanno persino creato compagnie di assicurazione “interne” (captives) per gestire direttamente l’esposizione.

Per ora, i vertici delle compagnie assicurative guardano ai data center con entusiasmo. Ma dove ci sono premi da incassare, prima o poi arrivano anche i risarcimenti da pagare. Di recente Amazon ha rivelato che gli attacchi di droni iraniani hanno danneggiato alcuni dei suoi data center nel Golfo, portando a una perdita irreversibile di dati dei clienti. L’incidente ha ricordato a tutti la vulnerabilità fisica del mondo digitale […]. Un singolo grande sinistro non spazzerà via il settore, ma potrebbe rendere gli assicuratori decisamente meno entusiasti.