Secondo una indagine Nielsen commissionata da Prima Assicurazioni, il 48% degli italiani ha già rivisto o intende rivedere la protezione assicurativa di casa, auto o moto a causa dell’aumento dei fenomeni climatici estremi. Più di 1 su 5 ha già sottoscritto una copertura specifica negli ultimi tre anni. Sono gli eventi atmosferici estremi sempre più frequenti a indurci a rivedere i piani per la protezione di casa, auto e moto. Forti grandinate, alluvioni o semplici allagamenti, che fino a qualche anno fa erano percepiti come un rischio più lontano, con il cambiamento climatico sono diventati oggi una preoccupazione concreta, capace di incidere sulle abitudini quotidiane e anche sulla scelta delle coperture assicurative.

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Secondo una survey Nielsen commissionata da Prima Assicurazioni, 1 italiano su 2 (47,9%) afferma di aver già cambiato, o di essere pronto a cambiare, il proprio approccio assicurativo proprio a causa dell’aumento degli eventi atmosferici estremi legati al cambiamento climatico. Un segnale di come la maggiore frequenza di questi fenomeni stia spingendo una parte sempre più ampia della popolazione a interrogarsi sulla necessità di proteggere in modo più attento i propri beni.

Per molti, però, non si tratta più solo di una preoccupazione. Tra coloro che hanno cambiato approccio, il 22% degli intervistati dichiara di aver sottoscritto negli ultimi tre anni una polizza o una copertura specifica per proteggersi dai danni causati da questi fenomeni. L’altro 25,9% si dice oggi più preoccupato rispetto al passato e intenzionato a dotarsi di una copertura per la casa, l’auto o la moto. In altre parole, per quasi la metà degli italiani l’aumento degli eventi estremi ha già avuto, o potrebbe avere a breve, un impatto concreto sulle proprie scelte assicurative.

C’è poi chi si era già mosso da tempo. Per il 24% degli italiani la protezione dai rischi climatici è sempre stata una priorità e l’aumento degli eventi estremi non ha quindi cambiato il proprio approccio. In questo caso, il contesto attuale non genera un nuovo bisogno, ma rafforza un’attenzione che era già presente.

Resta comunque anche una quota meno sensibile al tema. Il 18,1% non aveva una polizza specifica prima e non intende sottoscriverne una nemmeno oggi, mentre il 10% dichiara di non saper rispondere o di non essere interessato. Segno che, pur di fronte a una sensibilità in forte crescita, il tema della protezione dai rischi climatici continua a essere percepito come debole da una parte della popolazione.

Insomma, il clima cambia e cambia anche il modo in cui gli italiani guardano alla protezione dei propri beni. Per quasi la metà questa maggiore attenzione si è già tradotta in una scelta concreta o potrebbe farlo presto; per un altro quarto, invece, era già una priorità. Nel complesso, emerge un rapporto sempre più diretto tra la percezione del rischio climatico e le decisioni legate alla protezione di casa, auto e moto.