giovani donne

Assumere una lavoratrice madre a tempo indeterminato nel 2027 potrebbe costare alle imprese fino a 11.232 euro in meno sul piano fiscale. Per l’assunzione di un giovane under 36, invece, il risparmio teorico può arrivare a 5.616 euro. Sono le stime elaborate dal Centro studi Unimpresa sulle misure previste dal disegno di legge di bilancio 2027, che rafforza gli incentivi fiscali per favorire l’occupazione stabile di giovani e donne.

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La manovra interviene sulla maggiorazione del costo del lavoro deducibile dalle imprese soggette all’Ires. La superdeduzione sale dal 20% ordinario al 40% per i giovani con meno di 36 anni e all’80% per le lavoratrici madri. In termini complessivi, le aziende potranno quindi dedurre rispettivamente il 140% e il 180% del costo del personale assunto, in presenza dei requisiti previsti.

Superdeduzione assunzioni 2027: quanto risparmiano le imprese

Le simulazioni di Unimpresa mostrano l’impatto delle nuove aliquote su diverse fasce retributive. Prendendo come riferimento un’assunzione con una retribuzione annua lorda di 35mila euro e contributi a carico dell’azienda pari al 30%, il costo complessivo del lavoratore raggiunge 45.500 euro.

Con la maggiorazione del 40% prevista per gli under 36, il risparmio Ires stimato è di 4.368 euro. Per una lavoratrice madre, grazie alla deduzione maggiorata dell’80%, il beneficio sale a 8.736 euro. Rispetto al regime ordinario, che prevede una deducibilità complessiva del 120%, il vantaggio aggiuntivo è rispettivamente di 2.184 e 6.552 euro.

Il beneficio cresce all’aumentare del costo del personale. Con una retribuzione lorda annua di 45mila euro e un costo aziendale stimato in 58.500 euro, il risparmio fiscale teorico può arrivare a 5.616 euro per un giovane under 36 e a 11.232 euro per una lavoratrice madre.

Prorogati gli esoneri contributivi per giovani e donne

Accanto alla superdeduzione fiscale, il disegno di legge di bilancio prevede la proroga al 31 dicembre 2027 degli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori nelle Zone economiche speciali (Zes).

Si tratta di strumenti che possono ridurre ulteriormente il costo sostenuto dal datore di lavoro, ma che seguono una logica diversa rispetto alla deduzione fiscale. La superdeduzione consente infatti di abbattere il reddito imponibile su cui viene calcolata l’Ires e produce un vantaggio effettivo per le aziende che dispongono di una sufficiente capienza fiscale. Gli esoneri contributivi, invece, intervengono direttamente sui contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro.

La possibilità di utilizzare contemporaneamente le diverse agevolazioni dipenderà dalle condizioni stabilite dalla normativa e dalle regole di cumulabilità. Per le piccole e medie imprese sarà quindi importante valutare non soltanto l’entità nominale degli incentivi, ma anche il beneficio concretamente ottenibile in base alla propria situazione economica e occupazionale.

Unimpresa: incentivi per ridurre il costo del lavoro

Secondo Marco Pepe, consigliere nazionale di Unimpresa, il rafforzamento delle agevolazioni risponde a una delle principali criticità del sistema produttivo italiano: il peso del costo del lavoro, in particolare per le imprese di dimensioni più contenute.

Le simulazioni, sottolinea Pepe, evidenziano benefici economici significativi per le aziende che intendono ampliare gli organici e investire sulle competenze. Il rappresentante di Unimpresa richiama però la necessità di distinguere tra deduzioni fiscali ed esoneri contributivi, considerando che i primi producono un vantaggio per le imprese con reddito imponibile, mentre i secondi incidono più direttamente sul costo dell’assunzione.

Per rendere gli incentivi realmente efficaci, secondo l’associazione, serviranno regole chiare, procedure amministrative semplici e certezze sulle possibilità di cumulo. Un’attenzione particolare viene riservata alle lavoratrici madri: favorirne l’occupazione stabile, osserva Pepe, significa non soltanto intervenire sul piano sociale, ma anche valorizzare una componente importante delle risorse professionali disponibili per l’economia italiana.