Trenta miliardi di credito in tre anni, accordi con banche locali in Francia, India e Brasile, e un patto che mette insieme pubblico e privato. È la nuova mossa di Intesa Sanpaolo con Confindustria, Sace, Simest e Ice per portare le PMI italiane a competere sui mercati globali in una fase in cui la geopolitica ha riscritto gli equilibri del commercio. L’intesa, siglata oggi a Roma e promossa dalla Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, punta a trasformare l’internazionalizzazione da opportunità a percorso strutturale di crescita. Nell’ultimo triennio la banca ha già messo a disposizione oltre 19 miliardi per le attività internazionali e gestito più di 1.000 progetti di accompagnamento all’estero. Ora si sale a 30 miliardi per finanziamenti a export, investimenti diretti all’estero e progetti produttivi in Italia funzionali alla crescita internazionale. Il modello si articola su cinque direttrici: nuovo credito, partnership bancarie locali, ricerca di nuovi clienti con Ice e la piattaforma Connecting Markets – che consente di individuare partner in oltre 170 Paesi – sostegno agli investimenti diretti all’estero con Simest, e sostegno all’export di macchinari e beni strumentali, comparto che vale il 18% dell’export italiano, con la polizza Credito Fornitore di Sace e il contributo in conto interessi di Simest. Intesa mette in campo oltre 300 specialisti dedicati all’estero, al servizio di circa 90.000 imprese clienti attive sui mercati internazionali, con una presenza in 40 Paesi e partner locali in oltre 140 territori strategici. Strategico il ruolo di Ice e l’obiettivo: 700 miliardi.

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Guarda l’intervista a Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo 

A chiudere il cerchio è proprio Matteo Zoppas, presidente di Ice che abbiamo intervistato a margine. “L’accordo con Intesa Sanpaolo e Confindustria rafforza l’operatività del Sistema Paese che ci vede in prima fila nel promuovere l’export con Sace e Simest nell’ambito della Diplomazia della crescita inaugurata dal ministero degli Esteri”, ha detto Zoppas. “Nel 2025 Ice ha sostenuto nel processo di internazionalizzazione quasi 14.000 piccole e medie imprese con un andamento in crescita nell’anno in corso. Il raccordo con il sistema bancario e in particolare con un istituto fortemente radicato nel territorio come Intesa Sanpaolo fornisce ulteriori strumenti e risorse per mirare all’obiettivo dei 700 miliardi di esportazioni entro il prossimo anno indicato dal Governo”. Mentre sullo scenario internazionale alla luce del cambiamento di rotta di stanotte con il trionfo dei dem nelle Midterm americane si limita a confermare l’attesa per le conseguenze commerciali che il cambiamento politico americano ha portato.

Guarda l’intervista a Matteo Zoppas, presidente di Ice

 

Gli fa eco Emanuele Orsini, presidente di Confindustria: “La sfida per l’industria italiana non è soltanto esportare di più, ma contare di più nei mercati globali. Dobbiamo rafforzare la presenza nelle filiere internazionali, costruire partnership strategiche, soprattutto con i Paesi emergenti”.

Guarda l’intervento di Emanuele Orsini – Presidente di Confindustria:

Per Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace, “un Sistema Paese forte rende più forti le imprese all’estero”. Per Regina Corradini D’Arienzo, ad di Simest, la collaborazione consente di “mettere a sistema competenze, risorse e strumenti” fin dalle prime fasi progettuali, anche per le imprese più piccole e non ancora presenti all’estero.

Guarda l’intervista a Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace

La sintesi è di Barrese: “Le nostre imprese sono straordinarie, ma oggi devono affrontare una nuova crescente complessità che rischia di minare la loro competitività. Con 30 miliardi e con l’estensione della nostra rete anche dove non siamo presenti, uniamo alla capacità finanziaria una prossimità territoriale e una rafforzata presenza internazionale”.