Paola Blundo, Direttore Corporate Welfare di Edenred Italia

Oggi è il perno intorno al quale ruota l’impresa: il welfare aziendale è diventato strumento imprescindibile non solo per attrarre e trattenere i talenti, ma anche per creare quel senso di appartenenza che consente di ragionare con lungimiranza sul futuro dell’azienda. Al fianco delle aziende, al fianco delle persone: «La nostra missione è quella di rendere più facile e semplice la vita di tutti i giorni, un percorso che è iniziato quasi 50 anni fa con i buoni pasto, prima forma di welfare», conferma a Economy Paola Blundo di Edenred Italia, principale player in Italia con più di 100 mila aziende che hanno scelto le loro soluzioni, oltre 2,5 milioni di persone che le utilizzano, grazie a una rete che conta oltre 150 mila partner convenzionati. «Negli ultimi anni il mondo del lavoro è cambiato e ha visto l’affermazione di nuovi modelli di lavoro più flessibili, come lo smart working. Oggi le persone scelgono l’organizzazione in cui svolgere la propria attività lavorativa non solo sulla base della remunerazione, ma anche considerando tutti i benefit che l’azienda stessa mette a disposizione, come buoni pasto e welfare aziendale, per fare qualche esempio».

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Evoluzione dei bisogni e dunque evoluzione dei servizi.

Il portafogli di servizi si è arricchito perché si sono trasformati i bisogni dei lavoratori: dai buoni pasto per la pausa pranzo, ai buoni acquisto e piani di welfare strutturati per il tempo libero, lo shopping, la cura della persona e la mobilità sostenibile. Quando parliamo di welfare aziendale parliamo di tutte quelle soluzioni che le aziende mettono a disposizione dei propri dipendenti offrendo loro beni o servizi che aiutano a conciliare meglio la vita personale con la vita lavorativa. E poi, il welfare conviene.

In che senso?

Intanto c’è un riferimento di legge, il testo unico delle imposte sul reddito del 2016 e le successive leggi di bilancio del 2017-2018, che dicono esattamente cosa devono fare le aziende per avere dei vantaggi fiscali. C’è una parte rilevante che attiene a tutto il mondo dei fringe benefit: il dipendente può fare la spesa, fare benzina o far fronte alle spese quotidiane: un supporto concreto alla quotidianità e alla famiglia. C’è poi un’ala molto importante che attiene al mondo dell’istruzione, dei viaggi e soprattutto della sanità. Il credito welfare può essere utilizzato secondo diverse modalità, le principali sono l’emissione di voucher per i servizi e/o buoni acquisto e il rimborso delle spese già sostenute.

E poi c’è la tecnologia.

Strumenti digitali, piattaforme e app aiutano a semplificare il welfare aziendale, consentendo al lavoratore un accesso istantaneo a tutti i benefit messi a disposizione dall’azienda. Secondo il nostro Osservatorio Welfare, l’82% delle persone crede che la tecnologia renda facile e veloce l’accesso ai servizi di welfare. Il nostro obiettivo è rendere sempre più semplice la nostra piattaforma welfare per permettere alle persone di trovare quello di cui hanno bisogno in modo immediato. Allo stesso tempo stiamo lanciando la nostra nuova app welfare per facilitare l’esperienza d’uso del credito welfare di tutte le persone che non hanno la consuetudine di utilizzare il computer. Il welfare aziendale è uno strumento di trasfor-mazione culturale dell’azienda nel modo di concepire l’organizzazione e le perso-ne all’interno di essa. Dal nostro Osservatorio è emerso come oltre il 75% delle persone propenda per la scelta di un’offerta di lavoro da parte di un’azienda che presenta dei piani di welfare strutturati rispetto ad un’altra che non li prevede. La flessibilità organizzativa e la presenza di strumenti welfare sono particolarmente significative per i giovani talenti, interessati negli ultimi anni da fenomeni come la great resignation ed il quiet quitting. Quindi per attirare e trattenere talenti il welfare è indispensabile ed è una trasformazione culturale vera. 

Come fate a diffondere la cultura di welfare? 

È importante che all’interno delle aziende se ne parli, mostrando anche casi di successo. È necessario però che la fruizione degli strumenti welfare sia semplice e di facile intuizione, così che ogni persona trovi quello di cui ha bisogno. Il welfare è per tutti. La vera sfida, oggi, è coinvolgere tutto il tessuto produttivo italiano, raggiungendo anche le piccole e medie imprese per rispondere a tutte le esigenze di ogni singolo collaboratore. Sono infatti molte le realtà che – a causa delle loro dimensioni, di eventuali difficoltà organizzative o semplicemente scarsa conoscenza del tema – non si sono ancora avvicinate alle politiche di welfare. Per questo è importante continuare a diffondere la cultura del welfare, facendo una corretta formazione.

E dal vostro Osservatorio cosa sta emergendo?

Una delle principali  aree riguarda il tema della gender equality. Nell’ultimo periodo si parla spesso di natalità e genitorialità: diversi studi hanno mostrato come negli ultimi anni, in Italia, sia stato riscontrato un record negativo in merito al numero di nascite. Un altro aspetto che si è iniziato a monitorare riguarda il numero di donne che dopo il periodo di maternità rientrano a lavoro. È importante che le aziende mettano in atto politiche volte a favorire la genitorialità e che siano di supporto a entrambi i genitori. Oggi le organizzazioni hanno un ruolo centrale nell’offrire un sostegno concreto, sia attraverso i piani di welfare aziendale che tramite il welfare organizzativo, ossia la flessibilità di luogo e orario di lavoro. Emerge infatti come il numero medio di dipendenti che diventa genitore è aumentato soprattutto nelle aziende che da più tempo hanno messo in atto un piano welfare fornendo il numero maggiore di benefit e servizi ed investono in maniera più consistente nelle politiche di welfare. Inoltre, per il 68% delle persone il welfare diffonde una cultura aziendale più favorevole e attenta alla parità di genere ed è uno strumento di sostegno alla crescita professionale delle don-ne.

E poi?

Stiamo misurando in particolare il livello di engagement, quindi livello di motivazione delle persone. Oggi c’è sempre più la consapevolezza delle aziende sull’importanza di definire uno scopo comune e dei valori ai quali le persone possono identificarsi, sentendosi parte dell’organizzazione stessa. I giovani lasciano il posto di lavoro senza magari avere un’altra alternativa perché non si riconoscono in quello che l’azienda oggi offre. Quindi è importante andare a identificare una serie di leve che possano migliorare il benessere delle persone, tutelando anche l’ambiente. Edenred da sempre è impegnata nel migliorare la vita delle persone, promuovendo l’inclusione, la valorizzazione della diversità e la salvaguardia del patrimonio naturale. Proprio lo scorso giugno si è svolto l’Ideal Day, la giornata internazionale che il Gruppo dedica al volontariato aziendale. L’iniziativa ha visto le persone di Edenred Italia scendere in campo per riqualificare due aree verdi nelle città di Roma e Milano.

Il welfare è anche uno strumento che valorizza il territorio.

Coinvolgere le persone, promuovere il benessere e comportamenti virtuosi per un impegno concreto verso uno sviluppo sostenibile, ma non solo. Per noi è centrale la valorizzazione del territorio: il credito welfare viene utilizzato nella rete di partner nel territorio, alimentando così anche il sistema produttivo ed economico del Paese.