Il mercato dei pagamenti sta evolvendo rapidamente e, soprattutto nel commercio fisico, vediamo una crescente esigenza di connessione tra pagamento, gestione del punto vendita, dati e relazione con il cliente. Il futuro non sarà quindi caratterizzato da singoli strumenti che svolgono una sola funzione, ma da ecosistemi tecnologici sempre più connessi». A dirlo è Antonio Di Berardino, general manager Italia di Dojo, payment provider che consente a oltre 150mila imprese tra Regno Unito, Irlanda e Spagna di operare nell’Experience economy. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2025 i pagamenti elettronici hanno rappresentato il 45% dei consumi in Italia, superando il contante, fermo al 38%. Nello stesso anno il transato complessivo ha raggiunto 518 miliardi di euro, in crescita del 7% rispetto al 2024. Per gli esercenti, però, la trasformazione non riguarda soltanto la possibilità di accettare pagamenti digitali, ma anche la semplificazione della gestione quotidiana del servizio e del punto vendita.
È questa la direzione in cui si muove Dojo, la cui tecnologia punta a offrire pagamenti rapidi, sicuri e affidabili, insieme a informazioni utili per prendere decisioni più rapidamente. «Il nostro obiettivo», sottolinea Di Berardino, «è andare oltre la semplice accettazione del pagamento, riducendo la complessità che il merchant deve gestire ogni giorno. Un pagamento non è un punto di arrivo, ma un momento all’interno di una relazione più ampia tra tecnologia, esercente e cliente. Questo significa lavorare su elementi molto concreti: velocità delle transazioni, affidabilità, sicurezza, continuità del servizio e integrazione con gli strumenti che l’esercente utilizza già nella propria attività. Per un merchant poter completare una transazione in meno di due secondi rappresenta un vantaggio molto concreto, insieme alla prevenzione delle frodi e alla maggiore praticità nella gestione quotidiana».
Semplificare il lavoro dell’esercente attraverso la tecnologia è d’altronde la direzione verso cui si sta evolvendo il mercato.
«Gli esercenti chiedono sempre più di poter gestire attraverso un unico strumento una gamma più ampia di modalità di pagamento e di collegare il sistema di pagamento agli altri strumenti del punto vendita». Va in questa direzione l’accordo tra Dojo e Bancomat, che abilita i terminali Dojo all’utilizzo del circuito di pagamento più diffuso e riconosciuto in Italia. Una partnership che amplia le possibilità di accettazione per gli esercenti e risponde alla crescente domanda di strumenti integrati, semplici e flessibili. La società sta intanto accelerando sul mercato italiano. «La risposta del mercato italiano ci sta dando un segnale molto positivo: i punti vendita attivi stanno crescendo a un ritmo composto superiore al 20% mese su mese e il volume complessivo delle transazioni si sta avvicinando al miliardo di euro», sottolinea il manager. «Sono numeri che confermano la volontà degli esercenti di adottare soluzioni che combinino semplicità, affidabilità e maggiore integrazione».
Il passaggio successivo è quello che sposta il baricentro del mercato: il pagamento non è più soltanto l’ultimo anello della vendita, ma può diventare un punto di accesso a informazioni e strumenti utili per migliorare processi e rapporto con il cliente. È la logica dell’Experience economy a cui Dojo – che anche quest’anno partecipa al Salone dei Pagamenti di Milano (24-26 novembre) – lega la propria evoluzione con l’obiettivo di trasformare la tecnologia da semplice infrastruttura per incassare a leva strategica del proprio business. «Il nostro punto di partenza sono i pagamenti, ma la nostra ambizione è più ampia: vogliamo diventare un partner tecnologico, mettendo in connessione il pagamento con gli altri strumenti e processi che fanno funzionare un’attività tramite un’offerta nella quale sistemi di pagamento, cassa, dati e strumenti di gestione possano dialogare tra loro, così da trasformare una transazione da semplice operazione a un’opportunità per conoscere meglio il business e supportarne la crescita. A livello più ampio, vogliamo continuare a spostare il focus dalla singola transazione alla relazione di lungo periodo con il merchant, fornendo dati e insight che possano aiutarlo a lavorare meglio e a costruire relazioni più solide con i propri clienti».
















