Il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, previsto dal 1° ottobre 2025 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, rischia di mettere in ginocchio il settore del trasporto merci. A lanciare l’allarme è Assotir, che stima un impatto economico di circa un miliardo di euro, necessario per sostituire oltre 330mila veicoli commerciali, pari a più di un terzo del parco mezzi in circolazione nelle quattro regioni.

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La misura per le imprese

Secondo la presidente dell’associazione, Anna Vita Manigrasso, si tratta di una misura insostenibile per le imprese, che si vedrebbero costrette a cambiare in tempi strettissimi una parte enorme della flotta con mezzi Euro 6, ibridi o elettrici. Il segretario generale Claudio Donati sottolinea inoltre che il provvedimento colpisce anche i veicoli fino a 12 tonnellate provenienti da altre aree del Paese, che quotidianamente attraversano le zone interessate dal blocco.

Ridurre l’impatto ambientale

Assotir, pur riconoscendo la necessità di ridurre l’impatto ambientale del trasporto, denuncia l’assenza di condizioni concrete per attuare la norma senza gravi ripercussioni operative ed economiche. Per questo chiede un intervento immediato del Governo all’interno del decreto Infrastrutture, in discussione alla Camera, e l’avvio di un confronto con le istituzioni per individuare soluzioni realistiche. Il rinvio già accordato nel 2023 ha spostato l’entrata in vigore al 2025, ma per l’associazione non basta: senza incentivi e una pianificazione adeguata, l’intero comparto rischia la paralisi.