produzione industriale

Dopo mesi segnati da incertezza e rallentamento, l’industria italiana mostra segnali concreti di assestamento. Lo rende noto l’Istat che ha diffuso i dati sul fatturato dell’industria a novembre 2025. Il ciclo produttivo sta entrando in una fase di stabilizzazione che si riflette in una tenuta del fatturato su base annua e in una crescita reale della produzione. Al netto degli effetti di calendario, i volumi sono aumentati dello 0,5% rispetto a novembre 2024, indicando che la manifattura sta tornando a produrre di più, nonostante la normalizzazione dei prezzi.

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La lieve flessione congiunturale (-0,1% in valore) appare contenuta e fisiologica, mentre il dato sui volumi conferma una tenuta dell’attività industriale slegata dall’andamento dei prezzi, in un contesto di progressiva normalizzazione inflattiva.

Industria più resiliente rispetto ai servizi

Nel confronto con il comparto dei servizi, che nel mese mostrano una debolezza più marcata, l’industria si conferma il segmento più resiliente dell’economia reale. È quanto evidenzia il Centro studi di Unimpresa, secondo cui la dinamica positiva dei volumi rappresenta un segnale di stabilizzazione avanzata del sistema produttivo, nonostante un contesto internazionale ancora incerto e una domanda interna in fase di assestamento.

Nel 2026 crescita moderata e trainata dai volumi

Guardando al 2026, Unimpresa prevede per l’industria italiana l’ingresso in una fase di crescita moderata, dopo la stabilizzazione osservata nel 2025. Le stime indicano un aumento del fatturato reale compreso tra +0,8% e +1,5% su base annua, sostenuto prevalentemente dall’incremento dei volumi produttivi piuttosto che dall’effetto prezzi.

La ripresa è attesa essere graduale, con un primo semestre di consolidamento e un rafforzamento nella seconda parte dell’anno, grazie al contributo degli investimenti in beni strumentali e al rafforzamento delle filiere produttive.

Costi in normalizzazione e margini stabili

Sul fronte dei costi, il quadro appare più favorevole rispetto al recente passato. La normalizzazione dei prezzi energetici e delle condizioni finanziarie dovrebbe consentire alle imprese di mantenere margini stabili, contribuendo a rafforzare la sostenibilità economica del sistema industriale nel medio periodo.

Nel complesso, emerge l’immagine di un apparato produttivo che ha superato la fase più critica e sta consolidando le basi per una ripresa più strutturata nel passaggio tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.

Longobardi, Unimpresa: “L’industria trova equilibrio”

“I dati Istat vanno letti con attenzione e senza cedere alla tentazione dei titoli allarmistici”, commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. “La tenuta del fatturato industriale su base annua e, soprattutto, la crescita dei volumi confermano che l’industria italiana sta attraversando una fase di stabilizzazione avanzata, dopo mesi complessi segnati da incertezza internazionale e rallentamento della domanda”.

Secondo Longobardi, il dato tendenziale è il più significativo: “Produrre di più rispetto a un anno fa, in un contesto di normalizzazione dei prezzi, significa che il tessuto produttivo sta ritrovando equilibrio e capacità di reazione. È un segnale incoraggiante per le imprese”.

Il presidente di Unimpresa richiama infine il ruolo della politica economica: “Ora la responsabilità è chiara: accompagnare questa stabilizzazione con scelte coerenti e lungimiranti. Servono misure che rafforzino gli investimenti, sostengano il credito alle piccole e medie imprese e riducano il carico fiscale sul lavoro e sulla produzione. L’industria sta facendo la sua parte; spetta alle istituzioni creare un contesto favorevole affinché questi segnali di tenuta possano trasformarsi, nel 2026, in una crescita più solida e diffusa”.