Electrolux licenziamenti

Si apre uno spiraglio nella vertenza Electrolux. La multinazionale svedese degli elettrodomestici ha deciso di sospendere per 50 giorni il piano che prevede 1.719 licenziamenti e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche, oltre a una significativa riduzione del personale nei siti produttivi di Porcia e Susegana in Veneto, Forlì in Emilia-Romagna e Solaro in Lombardia. La decisione è emersa durante il tavolo in corso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), dove l’azienda ha manifestato la disponibilità ad approfondire soluzioni condivise con governo, Regioni e organizzazioni sindacali.

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Electrolux, stop temporaneo al piano da 1.719 esuberi

La sospensione non rappresenta un ritiro del piano industriale, richiesto da tempo dalle parti sociali, ma viene comunque considerata un passo avanti nel confronto. L’obiettivo delle prossime settimane sarà individuare possibili alternative che consentano di salvaguardare l’occupazione e mantenere la presenza produttiva del gruppo in Italia.

La trattativa si preannuncia però particolarmente delicata. I sindacati restano prudenti, ricordando che l’azienda aveva già garantito in passato l’assenza di iniziative unilaterali, salvo poi avviare il trasferimento di alcune produzioni verso la Polonia e l’adattamento di linee produttive destinate a stabilimenti esteri.

Sul tavolo incentivi e futuro della produzione in Italia

Al centro del confronto c’è il futuro della produzione europea di elettrodomestici, un settore sempre più sotto pressione per la concorrenza internazionale. Electrolux non versa in una situazione di crisi finanziaria, ma punta a migliorare la propria redditività attraverso una riorganizzazione delle attività produttive.