La crescita dei data center sta ridisegnando anche la mappa energetica italiana. Secondo i dati Terna, al 21 agosto le richieste di connessione alla rete per nuovi centri di elaborazione dati hanno raggiunto 95,38 gigawatt, distribuiti su 531 pratiche. Numeri che fotografano soprattutto la forza degli investimenti potenziali legati a cloud e intelligenza artificiale, ma che pongono al sistema elettrico una sfida crescente in termini di infrastrutture e capacità di programmazione.

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Dai circa 30 GW del 2024 agli oltre 95 di oggi

La progressione degli ultimi anni è particolarmente significativa. Terna certifica che a fine 2024 le richieste di connessione dei data center ammontavano a circa 30 GW, un livello indicato dal gestore come 24 volte superiore a quello del 2021. A fine 2025 le domande erano già salite a 69,05 GW, mentre a gennaio 2026 avevano raggiunto 78,79 GW. Il dato di agosto porta quindi il mercato sopra quota 95 GW, confermando quanto rapidamente il settore digitale stia aumentando la propria pressione potenziale sulla rete.

Lombardia in testa, ma la mappa si allarga

Il baricentro resta nel Nord Italia, anche se l’interesse degli operatori sta progressivamente coinvolgendo nuove aree. Nei dati Terna aggiornati al 31 luglio, la Lombardia concentrava 44,96 GW di richieste, mentre il Piemonte era salito al secondo posto con 13,13 GW, davanti al Lazio. La crescita fuori dal tradizionale polo milanese segnala una maggiore diffusione territoriale dei progetti e rafforza la competizione tra regioni nell’attrazione di infrastrutture digitali e investimenti tecnologici.

AI e cloud cambiano il fabbisogno energetico

Dietro l’accelerazione c’è soprattutto lo sviluppo di cloud computing e intelligenza artificiale, attività che richiedono capacità di calcolo sempre più elevate e strutture operative senza interruzioni. Terna considera infatti i data center tra i nuovi fattori destinati a incidere sulla domanda elettrica e sottolinea la necessità di realizzare nuove infrastrutture di rete o di potenziare quelle esistenti. La partita non riguarda quindi soltanto le società tecnologiche, ma coinvolge direttamente pianificazione energetica, autorizzazioni e disponibilità di potenza elettrica nei territori interessati.

Richieste record, ma non tutti i progetti diventeranno realtà

Il dato dei 95,38 GW deve però essere letto con cautela: una richiesta di connessione non equivale automaticamente a un data center che verrà effettivamente costruito. Il processo seguito da Terna comprende diverse fasi, dalla domanda iniziale fino al contratto, alla realizzazione delle opere e alla messa in esercizio, e alcuni progetti possono essere modificati o abbandonati lungo il percorso. I numeri misurano dunque soprattutto la pressione potenziale sulla rete e le aspettative degli investitori, più che il consumo elettrico che si materializzerà realmente nei prossimi anni.