Nobel Economia 2025

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di Angelo Lazzari, fondatore associazione Anna e Marco

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Cosa impariamo dal premio Nobel per l’Economia del 2025?
Che senza i caratteri distintivi tipici della adolescenza non ci può essere crescita.
I tre economisti vincitori del Nobel di quest’anno (Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt) hanno approfondito il tema dell’innovazione: ecco alcune evidenze.
1.   La crescita economica non dipende solo da capitale e lavoro, ma soprattutto dalla capacità di una società di innovare costantemente.
Caratteristica innata nei e dei giovani!
2.   Le innovazioni non si diffondono da sole: servono contesti favorevoli quali istituzioni solide, concorrenza, capitale umano e apertura alle nuove idee. (L’oratorio laico di Anna e Marco, che sta iniziando a creare delle “case via di casa” per offrire uno spazio calmo ai giovani in crisi o in fuga, può rappresentare l’ambiente dove far germogliare talenti e idee.)
3.   Ogni innovazione porta con sé “distruzione creativa”, cioè la sostituzione di vecchie modalità e tecnologie con modelli nuovi.
Questo genera progresso, anche se nel breve periodo possono essere insignificanti e perdenti.
L’adolescenza è creazione distruttiva per antonomasia.
4.   Le politiche pubbliche possono accelerare (o frenare) il ciclo dell’innovazione: l’istruzione, i finanziamenti, la protezione della proprietà intellettuale e la concorrenza sana sono leve cruciali.

Questo porta con sé degli insegnamenti e delle riflessioni.
·       L’innovazione non è solo inventare qualcosa di nuovo, ma creare un ecosistema che ne favorisca la nascita e la diffusione (come può essere di fatto l’oratorio laico di Anna e Marco )
·       Ogni trasformazione profonda, come quella attuale con l’AI, ha vincitori e perdenti: chi si adatta cresce, chi resiste rischia di essere superato. E la resistenza è tipica degli adulti, di sicuro non dei giovani.
·       Le società e le aziende che prosperano sono quelle che non si limitano a difendere il passato, ma che sanno abbracciare il cambiamento: e lo usano per reinventarsi.
·       La creazione distruttiva giovanile non è un disagio ma è il motore del progresso.
In buona sostanza: l’innovazione non va temuta, va fatta germogliare (dagli adolescenti) e poi gestita (dagli adulti).
Un oratorio laico diffuso e integrato è di per sé l’innovazione che accoglie e nutre i germogli del possibile cambiamento.
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