Alla fine del secondo giorno di collocamento, il nuovo BTp Valore porta la raccolta complessiva a 10,23 miliardi di euro, suddivisi in 311.180 contratti. Nella seconda seduta sono arrivati 4,19 miliardi sottoscritti da 134.234 risparmiatori: numeri che confermano la capacità del prodotto retail di attirare domanda anche mentre i mercati attraversano una fase di forte instabilità.
Incertezza geopolitica, ricerca di riparo
La tensione innescata dalla nuova guerra in Medio Oriente non sembra aver frenato i piccoli investitori. Anzi, l’andamento delle adesioni suggerisce che molti stanno leggendo il BTp Valore come un approdo relativamente difensivo per proteggere il capitale in una fase in cui durata del conflitto e impatti economici sono difficili da stimare.
Il confronto con le “edizioni record”
Guardando alle serie storiche, superare quota 10 miliardi dopo due giorni è un evento tutt’altro che scontato: prima di questa emissione ci erano riuscite solo due edizioni, quella inaugurale del giugno 2023 e la terza del marzo 2024. In entrambe, a fine settimana la raccolta aveva superato i 18 miliardi. Replicare quei livelli non è automatico: rispetto alla prima giornata, il ritmo degli acquisti appare più rallentato della media. Ma una dinamica simile si era vista anche nella terza edizione, poi diventata la più partecipata di sempre: la scadenza marzo 2030 chiuse infatti a 18,32 miliardi, spinta soprattutto dall’exploit iniziale.
Cedole minime, ma il finale è ancora aperto
Sul fronte rendimenti, il Tesoro ha indicato cedole minime garantite pari al 2,5% lordo annuo nel primo biennio, 2,8% nel secondo e 3,5% negli ultimi due anni. Non è il dato definitivo: la struttura prevede che i livelli possano essere confermati a fine emissione (venerdì alle 13, salvo chiusura anticipata) oppure ritoccati al rialzo. In condizioni normali, la conferma sarebbe la strada più probabile; ma il contesto attuale rende la decisione meno scontata.
Rendimenti in salita e dubbi sul “premio” al retail
Dopo la comunicazione di venerdì, i rendimenti dei BTp con scadenze tra due e dieci anni sono aumentati di circa 14-15 punti base. Questo movimento riduce i premi inizialmente costruiti dal Tesoro — nell’ordine di 20-31 punti — rispetto ai titoli comparabili già quotati. Da qui le prime ipotesi di mercato su un possibile rialzo dei tassi definitivi, anche perché un ritorno di pressione inflazionistica renderebbe più complesso un allentamento monetario nel prossimo futuro. Prima della chiusura del collocamento, però, ogni previsione resta appesa a variabili ancora molto mobili.
















