Il riscaldamento superficiale in Antartide a partire dal 1950, in particolare sulla Penisola Antartica, sta modificando in modo significativo la stabilità degli strati più bassi dell’atmosfera. È uno dei principali risultati di uno studio condotto da ENEA insieme a un gruppo di scienziati di sei istituzioni internazionali, pubblicato sul Journal of Climate.

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«La progressiva riduzione della stabilità atmosferica vicino alla superficie, causata dall’aumento delle temperature al suolo, sta incrementando la formazione di onde di gravità atmosferiche generate dalla Penisola Antartica, una delle principali “fabbriche” di queste onde, che svolgono un ruolo cruciale nella circolazione atmosferica e nella dinamica climatica», spiega la prima autrice dello studio, Maria Vittoria Guarino della Divisione Modellistica del Clima di ENEA. «Un’atmosfera meno stabile», aggiunge, «favorisce la generazione e la propagazione verso l’alto di questi segnali ondulatori. La nostra ricerca evidenzia per la prima volta un aumento di queste onde e lo collega ai cambiamenti nei flussi atmosferici prossimi alla superficie».

Lo studio mostra che gli effetti del riscaldamento superficiale si estendono oltre il suolo, generando un numero maggiore di onde che si propagano nella stratosfera e oltre, contribuendo a rimodellare la circolazione atmosferica con impatti che vanno dalla scala locale a quella globale.

«Le onde di gravità atmosferiche non sono solo un fenomeno locale: possono influenzare il vortice polare, i processi legati all’ozono e il meteo alle medie latitudini. Un aumento della loro frequenza indica quindi potenziali cambiamenti profondi nella dinamica del clima terrestre», conclude Guarino.

I risultati si basano su dati provenienti da stazioni meteorologiche, osservazioni satellitari, prodotti di rianalisi e simulazioni modellistiche, tutti concordi nel mostrare un aumento delle onde di gravità. A dicembre lo studio è stato segnalato dall’American Meteorological Society tra gli Early Online Highlights.