Superbonus crediti fiscali

Le imprese che hanno aperto e chiuso per effettuare i lavori del Superbonus sono in tutto 11 mila da quando la misura è entrata in vigore. Si tratta di un numero altissimo, che è stato comunicato dallo stesso Registro delle imprese delle Camere di Commerico. Ne emerge come in molte si siano iscritte con un codice Ateco che consente di operare nell’edilizia e nelle costruzioni, ma anche nell’impiantistica. Molti di questi codici nel giro di qualche mese, però, sono scomparsi e si è arrivati all’altissimo numero di 10.924 cessazioni. «Purtroppo – ha dichiarato la presidente Ance al Sole 24 Ore Federica Brancaccio – è un numero che non ci sorprende e che ricorda quello che era già successo ai tempi del bonus facciate. E un dato che corrisponde alla realtà del mercato, perché noi abbiamo visto troppi casi di imprese nate dal nulla, arrivate alla Camera di Commercio dalla sera alla mattina per gestire anche lavori da milioni di euro».

 

L’attestazione Soa per limitare la nascita improvvisa di imprese

Per arginare questo fenomeno il governo nel luglio del 2023 ha introdotto l’obbligo dell’attestazione Soa (in vigore per chi lavora con commesse pubbliche fino ad allora) per le imprese che operano nel privato su lavori superiori ai 516 mila euro. Ma, secondo Brancacio l’intervento è stato con tempi troppo lenti, e non ha consentito di arginare il fenomeno delle imprese apri e chiudi. «Si è trattato di una misura blanda e tardiva, perché ha riguardato solo i lavori sopra i 516mila euro ed éarrivata solo quando i buoi erano già scappati dalla stalla» spiega Brancaccio. Insomma quando è stata effettiva molti dei lavori erano già stati assegnati e iniziati da soggetti poco qualficati.

LEGGI ANCHE: Superbonus, nel Milleproroghe l’ipotesi di un emendamento salva-crediti

Non solo Superbonus tra i motivi delle chiusure

Tra i motivi delle chiusure quasi immediati delle imprese edili non c’è soltanto l’aver aperto spinti dai soldi facili. Quello delle aperture e immediate cancellazioni è un fenomeno che è in un certo senso fisiologico. Le aziende edili Nel secondo e nel terzo trimestre del 2022 viaggiano tra le 1.200 e le 1.300 unità in meno. A fine 2022 salgono sopra quota 1.700, per superare le 3 mila uscite all’inizio del 2023: sono proprio i mesi nei quali
le norme sulla qualificazione Soa iniziano a entrare in vigore. In numeri rimangono elevati anche dopo anche nel terzo trimestre 2023.