Myriam Ines Giangiacomo - "Holonomics, Il pianeta e le persone al centro dell’economia" di Simon Robinson e Maria Moraes Robinson

Chi l’ha detto che bisogna crescere per forza? C’è chi pensa che la crescita illimitata e continua non sia l’unica via. «Bisogna evolversi, non crescere. La crescita incontrollata porta all’estinzione, lo stiamo vedendo». Myriam Ines Giangiacomo, filosofa di studi e di passione, ha passato gli ultimi 30 anni in ruoli manageriali in grandi aziende (il gruppo FS, per esempio) e in grandi società di consulenza (Kpmg e PwC). Nel 2011 ha dato vita e guida Bottega Filosofica, una boutique consulting company, società benefit e B Corp certificata, impegnata a sostenere e supportare le imprese che vogliono avere un impatto positivo. Strenua sostenitrice dell’olonimica – ci arriviamo -, Myryam Ines Giangiacomo spiega meglio il concetto: «c’è una manifesta contraddizione tra la realtà evidente e come ci comportiamo: la terra è una sfera, ovvero uno spazio chiuso con risorse finite, e noi puntiamo a una crescita infinita. È una fallacia logica su cui si basa l’attuale disastro». E dunque? «Non bisogna crescere, ma svilupparsi, partendo dall’etimologia liberarsi dai viluppi, liberare tutte le potenzialità insite nel sistema che spesso non vengono guardate. Occorre guardare le relazioni invece degli oggetti, con una logica di promozione dell’uomo nella natura».

E dunque, l’olonimica. O meglio: Holonomics, come recita il titolo di un volume recentemente edito da Ubiliber, la casa editrice dell’Unione Buddhista Italiana, che ha suscitato la nostra curiosità. Gli autori sono Simon Robinson e Maria Moraes Robinson, che guidano (il primo a livello mondiale, laseconda in Brasile) l’omonima società di consulenza: Holonomics, appunto. Perché il futuro sia sostenibile, sostengono, nel business si deve adottare un modo di pensare “olonomico”, una comprensione dinamica e autentica delle relazioni all’interno del sistema aziendale. Come recita il sottotitolo del volume: “Il pianeta e le persone al centro dell’economia“.

«Di fatto, si tratta principalmente di usare strumenti e metodologie che permettono il coinvolgimento di tutte le parti del sistema», ci spiega la consulente-filosofa: «per esempio se normalmente un imprenditore che decide di promuovere una diversa strategia la elabora col suo ristretto gruppo e poi la comunica, il modo olonomico è quello du fare emergere la strategia dal coinvolgimento di tutte le persone all’interno del sistema, usando strumenti partecipativi. Si tratta di un fondamento culturale generativo di nuove prospettive che aiuta a mantenere la coerenza delle azioni: pensiamo alle B-Corp e alle società benefit, per esempio: Holonomics offre un paradigma di riferimento per i nuovi modelli di business e di impresa che si stanno rapidamente affermando anche in Italia in quanto offre una piattaforma filosofica e culturale che coniuga obiettivi di business con obiettivi e beneficio e di interesse comune».

Così, Holonomics descrive un nuovo e potente modo di pensare che suggerisce ai manager come risolvere i problemi in maniera innovativa utilizzando le quattro vie della conoscenza: pensiero, sentimento, percezione e intuizione. «L’Olonomica riunisce biomimetica, pensiero sistemico, spiritualità, interconnessione con la natura, filosofia, alfabetizzazione ecologica, fisica, biologia ed economica con i cinque valori universali della pace, verità, amore, agire virtuoso e non violenza, per aprire gli occhi di dirigenti e manager in una dimensione di pensiero non comune con applicazioni pratiche nella vita di tutti i giorni». Una lettura per imprenditori visionari, certo, ma anche per riportare i piedi per terra e risolvere la crisi sistemica in cui si trovano a guidare le loro organizzazioni. «È una crisi di “visione del mondo”: se scienza, economia e visione ecologica del mondo si integrassero, avremmo una comprensione più vera e più profonda del mondo stesso, oltre che criteri più forti ed efficaci per la nostra vita personale e professionale».