Anche la famiglia Ferragamo – non solo gli Armani con l’operazione Symphony Global – vuole cresce nel turismo di alta gamma. Secondo indiscrezioni di mercato riferite da Il Corriere della sera, la dinastia specializzata in scarpe e borse starebbe valutando l’ingresso di un socio di minoranza in Lungarno Collection, la società che gestisce cinque alberghi di lusso tra Milano, Firenze e Roma.
L’operazione, ancora in fase esplorativa, riguarderebbe esclusivamente la gestione alberghiera e non la proprietà degli immobili. Un passaggio non secondario, che delimita con precisione l’ambito dell’eventuale apertura del capitale. L’obiettivo sarebbe quello di individuare investitori di lungo periodo – family office e fondi sovrani in primis – disposti a sostenere il piano di sviluppo del gruppo. A supporto del processo, la famiglia avrebbe affidato un mandato a una banca d’affari italiana per sondare l’interesse del mercato.
La regia resta saldamente in casa. Lungarno Collection fa capo alla holding Palazzo Feroni Finanziaria, controllata dai membri della famiglia e separata dal perimetro del gruppo moda quotato Salvatore Ferragamo. Alla guida operativa c’è l’amministratore delegato Valeriano Antonioli, mentre la presidenza è affidata a Leonardo Ferragamo. Una struttura snella, ma con ambizioni sempre più internazionali.
I numeri raccontano perché il dossier sia oggi sul tavolo. Nel 2024 la società ha registrato ricavi per 97 milioni di euro, in crescita rispetto agli 81 milioni dell’esercizio precedente: un balzo vicino al 20%. Ancora più significativa l’evoluzione della redditività. Il margine operativo lordo della gestione alberghiera ha raggiunto 29,2 milioni, in aumento di quasi il 26%, mentre l’utile è salito a 17,1 milioni, con un progresso del 69%. Un’accelerazione che pochi operatori possono vantare nel segmento del lusso.
Il motore della crescita è il marchio Portrait, che oggi genera circa la metà del fatturato complessivo. Le tre strutture a Firenze, Roma e Milano stanno performando a ritmi superiori al mercato di riferimento. Il caso più emblematico è quello del Portrait Roma, che ha segnato un incremento a doppia cifra in un contesto competitivo in contrazione. Ma è soprattutto il Portrait Milano, inaugurato nel novembre 2022 in corso Venezia, all’interno dell’ex Monastero degli Umiliati, ad aver impresso una spinta decisa: nel 2024 l’hotel milanese ha contribuito con oltre 12 milioni di euro di ricavi aggiuntivi, registrando una crescita percentuale ben superiore a quella dei concorrenti diretti.
Non stupisce, quindi, che tra le ipotesi allo studio ci sia l’apertura di una nuova struttura nella Capitale. Roma resta un asset strategico nel turismo di fascia alta, crocevia di flussi internazionali e di grandi eventi. E proprio il contesto macro rafforza il razionale industriale dell’operazione.
Resta da capire se la famiglia Ferragamo sceglierà davvero di aprire le porte a un partner esterno o se, alla fine, preferirà continuare in autonomia. Molto dipenderà dalle valutazioni che emergeranno nel dialogo con l’advisor e dalla qualità delle manifestazioni di interesse.
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