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CARO VITA AUMENTANO I PREZZI, SALE L'INFLAZIONE, BENI AL SUPERMERCATO A +9,6%

L’inflazione nell’area euro è ai massimi storici e ad agosto 2022 è arrivata al 9,1% dall’8,9% di luglio. Il balzo è stato di oltre il 6% perché l’anno scorso nella stessa stagione l’inflazione era al 6%. In tutta l’Unione Europea è balzata dal 3 al 10%. I dati sono stati diffusi dall’istituto dell’Unione Europea Eurostat. In un periodo nel quale l’attenzione al tema è altissimo, anche perché i mercati guardano con attenzione al rialzo dei tassi che ha in programma la Fed.

Il paese che ha le minori difficoltà è la Francia dove l’inflazione è al 6,6%, segue Malta con il 7 e la Finlandia con il 7,9. I paesi che sono in maggiore difficoltà a livello di prezzi sono l’Estonia con il 25,2%, la Lettonia con il 21,4%, la Lituania  con il 21,1%. Nel mese di agosto l’impatto maggiore sui prezzi con un incremento percentuale del 3,95% l’ha avuto il prezzo dell’energia, seguito da cibo alcol e tabacco (+2,25) e dai servizi con l’1,62%.

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Una lieve decrescita dell’inflazione in alcuni paesi 

In alcuni paesi dell’Europa si è registrata una lieve decrescita dello 0,1% dell’inflazione. Si tratta di Norvegia, Islanda, Finlandia , Slovenia, Portogallo, Austria e Grecia. Nel resto dell’Europa l’inflazione è sempre cresciuta sia sua base annua, che su base mensile. I punti che verranno affrontati nelle prossime settimane dall’Unione Europea sono quelli del price cap, proposto da diversi stati per calmierare il prezzo del gas, ma anche del rialzo dei tassi da parte della Fed. L’obiettivo rimane quello di tenere sotto controllo i prezzi, in vista anche dell’inverno, dove si dovrà affrontare il problema del riscaldamento.

La carne vegetale la più colpita

La corsa senza freni dell’inflazione sta ‘spegnendo’ il boom della carne di origine vegetale che fino a un paio d’anni fa sembrava uno dei settori a maggiore potenziale di crescita, alla luce anche del cambiamento delle abitudini alimentari di milioni di consumatori. Una stima di ResearchAndMarkets.com stimava per il 2020 il valore del settore della carne a base vegetale a 5,6 miliardi di dollari con l’obiettivo di raggiungere 18 miliardi nel 2030: target però che sembrano meno raggiungibili visto che, come spiega il Financial Times, l’aumento dei prezzi sta rendendo a volte inavvicinabili questi prodotti già destinati a consumatori più abbienti.