VTEX (NYSE: VTEX) Rings The Opening Bell® The New York Stock Exchange welcomes executives and guests of VTEX (NYSE: VTEX), today, Wednesday, July 21, 2021, in celebration of its Initial Public Offering. To honor the occasion, Marcos Pueyrredon, Global Authority Unit Leader, along with Geraldo Thomaz and Mariano Gomide, Co-CEOs, joined by John Tuttle, NYSE Vice Chairman and Chief Commercial Officer, ring The Closing Bell®. Photo Credit: NYSE

Si sente tanto parlare di inflazione, un po’ meno di Shrinkflazione, o deflazione di valore. È infatti un fenomeno meno visibile, quasi dissimulato, ma molto incisivo nella vita di ognuno di noi. Di cosa si tratta?

La Shrinkflation è la pratica di ridurre le dimensioni di un prodotto mantenendo il prezzo invariato rispetto alla precedente quantità. In pratica, la deflazione del valore è quando le aziende riducono la quantità di prodotto che forniscono al cliente piuttosto che aumentare il prezzo di vendita della confezione. In altre parole, per capirsi, prima prendevi una scatoletta di cibo per gatti 100g a un euro, adesso spendi ancora un euro ma la confezione contiene solo 85g di prodotto. E tu pensi che il prezzo sia invariato. Ma invece stai comprando allo stesso prezzo il 15% di prodotto in meno!

L’aumento del prezzo per una data quantità è una strategia adottata dalle aziende, principalmente nei settori alimentare e delle bevande, per aumentare di nascosto i margini di profitto o mantenerli di fronte all’aumento dei costi di produzione. La Shrinkflation viene anche definita ridimensionamento del pacchetto in ambito aziendale. Un uso meno comune di questo termine può riferirsi a una situazione macroeconomica in cui l’economia si sta contraendo mentre sta anche registrando un aumento del livello dei prezzi.

Poiché i materiali, l’imballaggio, la manodopera e il trasporto diventano più costosi per i produttori a causa delle continue interruzioni della catena di approvvigionamento globale, molti hanno risposto aumentando i prezzi, trasferendoli sui consumatori. In molti casi lo fanno appunto, e semplicemente, aumentando i prezzi per la stessa quantità di prodotto di prima, ma spesso in modo più subdolo con la deflazione di valore.

Mentre i consumatori tendono a notare più facilmente gli aumenti di prezzo, le variazioni dei pesi netti e altri piccoli dettagli possono essere meno evidenti. I consumatori potrebbero dover acquistare più pezzi degli stessi prodotti per soddisfare il loro livello di consumo se i produttori riducono le dimensioni e la quantità presente in ciascun box.

La deflazione di valore a livello economico è in realtà una forma di inflazione dei prezzi nella misura in cui si traduce in un consumo reale inferiore allo stesso livello di prezzo precedente. La deflazione di valore può portare a una sottovalutazione del tasso di inflazione e del costo della vita se non viene presa in considerazione nel calcolo degli indici dei prezzi.

Le due forme di deflazione di valore
Può assumere la forma del restringimento, in cui le dimensioni della confezione o delle porzioni vengono ridotte allo stesso prezzo, ma può anche assumere un’altra forma ovvero la riduzione della qualità in cui un prodotto viene offerto in vendita come invariata, ma in realtà è più scarsa. Quest’ultima modalità è ancora più difficile da rilevare, per le agenzie che elaborano le statistiche sull’inflazione ufficiale.

In pratica il cliente pensa di avere lo stesso prodotto di prima, ma in realtà o sta ricevendo una quantità leggermente inferiore del prodotto o sta ricevendo un prodotto con la stessa quantità ma di qualità più scarsa, o peggio ancora entrambe le cose. Dal punto di vista del marketing, può essere una tattica di successo perché molti acquirenti sono più sensibili a un cambiamento di prezzo rispetto ad un cambiamento di qualità. In questo senso, ridimensionare la quantità o la qualità del contenuto di un prodotto (o di un servizio) è meglio che aumentare i prezzi per mantenere una parvenza di normalità. Inutile e superfluo dire che benché diffusa è una pratica scorretta e che quando (e se) il cliente se ne accorge potrebbe, consapevolmente, rivolgersi ad un altro fornitore.

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Immaginate di conoscere una docente universitaria che ha insegnato in Bocconi, ma anche a Parigi, New York e Houston. La stessa ha poi ricoperto la carica di direttore marketing di Maserati per 24 Paesi in tre continenti, è stata inserita dalla rivista Forbes tra le 100 donne italiane di maggior successo al mondo. Immaginate poi che questa donna vi dica che oggi le sue lezioni e l’aiutare le persone a trovare lavoro siano diventate semplicemente un hobby. Perché da vari anni ha rimescolato le carte. E vive di trading. Pensate sia possibile? Sì, se stiamo parlando di Silvia Vianello, una delle poche donne trader italiane (anche se vive a Dubai, dove è stata riconosciuta come Top Middle East Woman Leader e Top 50 Prof. in the world). Probabilmente l’unica a rispondere gratuitamente nelle storie sul suo profilo Instagram (profsilviavianello) alle domande degli utenti, raccontando ed insegnando le sue strategie di trading