inflazione Usa

La situazione di difficoltà e di rialzo dei prezzi nel 2022 ha portato a una revisione al ribasso dei piani di investimenti, soprattutto dalle imprese industriali. La nota positiva è che la situazione occupazionale migliora.  Le attese sull’inflazione al consumo sono ulteriormente aumentate, superando il 6 per cento sui 12 mesi e attestandosi su valori intorno al 5 per cento anche sugli orizzonti più distanti (a 2 anni e tra 3 e 5 anni). Anche la dinamica dei prezzi praticati dalle imprese si è rafforzata e rimarrebbe sostenuta nei prossimi 12 mesi, sospinta dai rincari degli input produttivi e dalle più elevate attese “di inflazione.

“Nel terzo trimestre – continua il report di Bankitalia – la quota di imprese che ritengono che la situazione economica generale sia peggiorata rispetto al trimestre precedente è aumentata di 14 punti percentuali, al 77,9 per cento; solo l’1,6 per cento ne riscontra un miglioramento (4,7 nella precedente rilevazione). Secondo oltre il 90 per cento delle imprese, la probabilità di un miglioramento del quadro economico generale non supererebbe il 25 per cento (sarebbe nulla per circa il 60 per cento)

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In arrivo un’altra stretta sui prezzi

Per il 31,2 per cento delle imprese le difficoltà legate al costo dell’energia si sono
accresciute rispetto al trimestre precedente (la quota era pari al 17,7 per cento nella
rilevazione di tre mesi prima). Il quadro è particolarmente sfavorevole per le aziende
edili, tra le quali il 73 per cento ha riscontrato difficoltà analoghe o superiori rispetto
al trimestre precedente (da 68,1), a fronte del 65,2 tra quelle dell’industria in senso
stretto (da 56,9) e del 43,7 nei servizi (da 35,4). Per effetto degli elevati costi
energetici, oltre due terzi delle imprese prevedono di aumentare i propri prezzi di vendita nei prossimi tre mesi.  Come nello scorso trimestre, i problemi di approvvigionamento di materie prime e di input intermedi hanno interessato circa il 60 per cento delle aziende dell’industria in senso stretto e dei servizi e circa l’85 per cento di quelle delle
costruzioni. Le condizioni di accesso al credito sono peggiorate per il 21 per cento delle imprese (da 12,7); le considera migliori solo il 2 per cento (da 2,9). La posizione complessiva di liquidità sarebbe sufficiente per l’87,9 per cento delle imprese, un valore solo lievemente inferiore a quello della precedente rilevazione. previsione inflazione 2023