Ci sono menti in grado di vedere quello che la maggior parte delle persone non vedono con intuizioni capaci di anticipare i tempi e generare cambiamento. Una di queste appartiene a Uljan Sharka, imprenditore classe 1992 di origine albanese che dopo essere arrivato in Italia nel 2008, ha dato vita nel 2016 a iGenius, una delle aziende hi-tech più interessanti a livello globale nel settore della ricerca e sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale generativa (riconosciuta da Gartner tra le aziende più dinamiche a livello globale nel settore delle AI Core Technologies), tanto che la sua piattaforma (Crystal) è già stata ribattezzata la ChatGPT per le aziende e ha attirato l’attenzione anche di alcune big d’Oltreoceano.

Crystal è in pratica un assistente virtuale basato appunto sull’Intelligenza artificiale generativa conosciuta come la “GPT dei numeri” e può essere utilizzata dalle aziende per la gestione e l’interpretazione dell’enorme mole di dati presenti nei loro database, visto che è in grado di produrre letture approfondite dei dati aziendali, proposte di sviluppo del business simulando condizioni di mercato e analisi dei rischi utilizzando i sistemi gestionali delle aziende. Garantendo così l’attendibilità delle informazioni utilizzate, certificate, custodite e continuamente aggiornate dall’azienda stessa. Inoltre, permette di ottenere in pochi secondi, con un semplice comando (scritto o vocale), ciò che fino ad oggi richiedeva giorni o settimane di lavoro.

L’intenzione dichiarata di Sharka, che ha nel suo background anche un’esperienza in Apple, è quella di “umanizzare i dati” portando nel mondo del b2b l’esperienza maturata a Cupertino in termini di semplicità di utilizzo, fruibilità e intuitività del prodotto. Rispetto a un tradizionale sistema di business intelligence Crystal è, infatti, estremamente facile e intuitivo, e consente di interrogare il sistema anche senza alcuna competenza statistico-matematica o su come formulare le query per un database. La modalità privata di condivisione delle informazioni garantisce la lo scambio di dati e conoscenza in totale sicurezza.

In questo contesto è nato “Modello Italia”, appena creato da iGenius (che oggi conta un centinaio di persone di oltre dieci nazionalità diverse, con uffici fisici a Milano e a New York, e una raccolta di circa 45 milioni di dollari da angel investor e venture capital) e Cineca, Consorzio interuniversitario senza scopo di lucro formato da 118 enti pubblici, tra cui due ministeri e 70 università italiane, che ha come missione il supporto all’innovazione e alla promozione dell’utilizzo dei più avanzati sistemi di calcolo scientifico ad alte prestazioni (il supercomputer Leonardo, gestito da Cineca, è sesto nella classifica dei 500 supercalcolatori più potenti del mondo, al secondo posto in Europa).

Si tratta di un progetto che si fonda su un nuovo modello GPT, completamente italiano e open source, per aiutare aziende e Pubblica Amministrazione a sfruttare pienamente i vantaggi derivanti dall’Intelligenza artificiale generativa, anche in settori sensibili come sanità, finanza, sicurezza nazionale. Tutto nel massimo rispetto delle normative sulla privacy e sulla sicurezza nazionale.

Ma vediamo più nel dettaglio, col principale fautore di questo progetto innovativo, Uljan Sharka, di cosa si tratta e quali scenari, inevitabilmente sempre più indirizzati dall’IA, ci attendono all’orizzonte.

Qual è l’elemento disruptive di Modello Italia rispetto ad altri strumenti esistenti simili?

Modello Italia è il primo modello GPT Italiano pensato e sviluppato in collaborazione con Cineca per dare la possibilità ad aziende e Pubblica Amministrazione di sfruttare i vantaggi dell’Intelligenza artificiale generativa, anche in settori sensibili come sanità e finanza, nel rispetto delle normative di privacy, sicurezza e compliance. Si tratta del primo Foundational large language model addestrato interamente su corpus di dati italiani. Questo significa che il modello di Intelligenza artificiale sarà in grado di riflettere, nei suoi contenuti e nella sua capacità di comprensione, tutte le sfumature tipiche non solo della nostra lingua, ma anche della nostra cultura. Ma c’è di più: i corpus di dati usati per addestrare Modello Italia sono accuratamente selezionati, per garantire il pieno rispetto della proprietà intellettuale e del copyright, e privi di pregiudizi, per evitare qualsiasi tipo di discriminazione e garantire un modello linguistico che sia davvero equo nei confronti di tutti.

In cosa consiste nel dettaglio?

Il progetto, grazie alla collaborazione fra iGenius e Cineca, porterà alla creazione di un Foundational LLM che sarà rilasciato sul mercato con licenza open source. Modello Italia sarà addestrato con diversi trilioni di token, in linea con lo stato dell’arte della Generative AI. Durante il suo processo di addestramento sarà data particolare attenzione all’ecosistema delle imprese e della Pubblica Amministrazione, in modo che, una volta disponibile, possa essere ulteriormente raffinato (“fine-tuned”) per servire dei casi d’uso reali in contesti operativi altamente regolamentati con standard di sicurezza e privacy dei dati molto elevati. Modello Italia sarà in grado di comunicare e interagire in diverse lingue, ma per la lingua italiana rappresenterà un unicum, trattandosi del primo Foundational LLM addestrato interamente su corpus in italiano, senza far leva su traduzioni automatiche di altre lingue.

Lei ha detto che l’Intelligenza artificiale può segnare un nuovo Rinascimento per l’Italia.

Per anni abbiamo sviluppato tecnologie partendo dai dati, e non dalle persone.  Grazie all’IA stiamo assistendo a un’inversione di tendenza, dove le persone possono comunicare e interagire con la tecnologia usando il linguaggio naturale: un vero e proprio “Rinascimento digitale”, in cui gli esseri umani, con le loro necessità, le loro differenze, e senza bisogno di competenze tecniche specifiche, tornano ad avere un ruolo centrale. È un cambiamento positivo che innesca la possibilità non solo di “fare di più”, ma apre le porte a nuove infinite possibilità.

Allargando un po’ il discorso, come l’IA secondo lei cambierà le nostre vite?

É difficile fare previsioni al ritmo in cui avanza la tecnologia oggi, tuttavia, credo che stiamo vivendo un momento davvero straordinario in cui l’IA può davvero abilitare le persone a fare di più. L’impatto sulle nostre vite sarà forte: sarà uno strumento rivoluzionario per le persone e consentirà loro di fare cose che non erano in grado di fare prima, come non le avevano mai fatte prima, senza sostituirle, ma aiutandole ad essere più produttive ed efficienti a lavoro.

Dobbiamo temere l’IA o è un’opportunità per il genere umano?

Lo sviluppo e l’adozione dell’IA è un’opportunità incredibile per le persone, come per le aziende. Non solo può contribuire ad una democratizzazione dell’accesso alle informazioni e della conoscenza, portando tutti alla pari, ma può anche colmare il digital divide e accelerare lo sviluppo tecnologico su vasta scala. Ci sono anche dei rischi, naturalmente, e sono perlopiù correlati ad una presa in carico delle responsabilità nei confronti degli utenti. Per questo motivo occorre un quadro normativo chiaro e condiviso a tutela dei diritti umani, che, oltre a fornire una regolamentazione efficace, sia anche una guida ad un uso sicuro, etico e responsabile dell’IA da parte delle aziende che la utilizzano e sviluppano tecnologie.

Siamo, come qualcuno paventa, di fronte al pericolo di una nuova possibile dittatura? Quella per esempio delle multinazionali tecnologiche che controllano l’IA…

L’Intelligenza artificiale è uno strumento, e come tale, il suo utilizzo dipende dalle persone e dalle organizzazioni che lo adoperano. La sua evoluzione è guidata da una comunità globale di ricercatori, sviluppatori e imprese che hanno i loro obiettivi in materia di salute, educazione, sicurezza ed efficienza operativa. È proprio questa diversità, a livello di obiettivi ed entità coinvolte, che dovrebbe assicurare che nessuno possa monopolizzare completamente il campo dell’IA. Tuttavia, è fondamentale raggiungere una regolamentazione condivisa – soprattutto dalle multinazionali tecnologiche – per far sì che i benefici dell’IA siano condivisi a tutta l’umanità e non si verifichi, invece, la centralizzazione delle informazioni e della conoscenza in pochi “cervelli virtuali”.

Qualcuno teorizza che la combinazione di IA e computer quantici porterà alla supremazia delle macchine sull’essere umano…

L’IA e la computazione quantistica sono ancora agli albori del loro sviluppo, tanto che la sua applicazione pratica oggi è limitata da sfide tecniche e teoriche. Se è vero che la combinazione di IA e computazione quantistica potrebbe portare a breakthrough in vari campi, questo non significa automaticamente che le macchine avranno il sopravvento. L’IA, oggi e in futuro, è e sarà progettata, controllata e guidata dagli umani, con l’obiettivo di migliorare la vita umana e risolvere problemi complessi. È un po’ come un strumento che amplifica le capacità umane, piuttosto che sostituirle, che ci aiuta a prendere decisioni più informate, ad essere più efficienti e ad allargare la nostra conoscenza.

Porterà a una strutturale perdita di posti di lavoro?

Storicamente, l’automazione e l’innovazione tecnologica hanno sempre trasformato il mercato del lavoro, generando nuove opportunità e richiedendo nuove competenze. Sono convinto che l’IA non sostituirà tanto lavoratori e lavoratrici, quanto piuttosto aumenterà le loro capacità, rendendoli più efficienti e permettendo loro di concentrarsi su compiti a maggior valore aggiunto. Questo significa che, anche se alcune professioni potranno essere automatizzate, ci sarà una nuova domanda per lavori che richiedono creatività, empatia, capacità decisionali complesse e pensiero critico, tutte competenze così “umane” da essere difficilmente replicabili dalle macchine. L’IA infatti, ha il potenziale per incrementare significativamente la produttività, riducendo i costi e migliorando la qualità dei prodotti e dei servizi, creando nuove opportunità di lavoro e nuovi mercati.

Questione cybersecurity. Cosa possiamo aspettarci e cosa bisogna fare per tutelare persone e aziende?

Privacy, sicurezza dei dati e confidenzialità sono priorità per chi vuole implementare l’IA in azienda. Si teme l’esposizione su piattaforme pubbliche, si ha paura di compromettere la proprietà intellettuale aziendale e, in generale, di mettere a rischio la sicurezza dei dati dei propri clienti. Le aziende stanno cercando di trovare un equilibrio tra sfruttare il potenziale dell’IA e garantire la sicurezza e la privacy dei propri dati. Per farlo occorre integrare i dati aziendali confidenziali nei modelli di IA in modo controllato e organizzato, mantenendo sia l’entusiasmo per queste tecnologie che l’integrità e l’affidabilità delle informazioni sensibili. In iGenius ne abbiamo fatto uno dei nostri capisaldi e un elemento di unicità sul mercato.

Di cosa ci sarebbe bisogno per una gestione etica dell’Intelligenza artificiale e di tutte le sue enormi potenzialità?

L’industria dell’IA, in collaborazione con esperti etici, governi e organizzazioni non governative, dovrebbe sviluppare e adottare un insieme di principi etici universali. Questi principi dovrebbero guidare lo sviluppo, l’implementazione e l’uso dell’IA in modo responsabile, garantendo che le tecnologie siano progettate e utilizzate in modo etico e che i benefici siano distribuiti equamente nella società. Questo include la protezione dei dati personali, la prevenzione della discriminazione e la trasparenza e la responsabilità delle decisioni basate sull’IA…

Date le implicazioni globali dell’IA, è essenziale una cooperazione internazionale tra paesi, industrie e organizzazioni internazionali per armonizzare gli standard, le regolamentazioni e le pratiche etiche, garantendo un approccio globale coordinato all’IA. Collaborazione e tempestività saranno decisivi.

Molto importante sarà la definizione di un quadro normativo condiviso.

È  fondamentale incorporare principi etici fin dalle prime fasi di sviluppo dell’IA. Questo significa sviluppare tecnologie in modo responsabile, con attenzione alle implicazioni etiche, sociali e ambientali dal giorno uno. In secondo luogo, è necessario stabilire un quadro normativo solido a livello globale che possa guidare lo sviluppo e l’uso dell’IA, proteggendo i diritti individuali e assicurando che i benefici siano distribuiti equamente. Da ultimo serve trasparenza. Dobbiamo rendere i sistemi di IA trasparenti e accessibili e responsabilizzare maggiormente gli sviluppatori nei confronti delle loro creazioni. Con Modello Italia puntiamo a seguire esattamente questa strada e le premesse sono eccellenti.

Con iGenius quali obiettivi vi ponete nel medio e lungo termine?

L’obiettivo principale per i prossimi cinque anni sarà crescere e ampliare la nostra presenza a livello internazionale, fino a una potenziale capitalizzazione di mercato che porti a una quotazione in borsa.