rottamazione cartelle 2023

Prima della rottamazione delle cartelle esattoriali sarà data la possibilità di saldare il debito con il fisco. L’annuncio lo ha dato nella mattinata di oggi il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che parla di “riequilibrare il rapporto fisco-contribuente”. Prima delle cartelle l’obiettivo del governo è quello di rivolgersi ai contribuenti che nei modelli denuncia tra il 2019 e il 2021 hanno dichiarato tutti ma non sono riusciti a versare le imposte dovute. Tra i vari motivi di questi mancamenti c’è anche il covid 19. Il governo vuole dare la possibilità di saldare il debito col fisco in tre anni con un 3% in più.

Rottamazione delle cartelle, ecco quante sono

Il viceministro Leo ha spiegato che non si tratta di un condono, intervenendo al convegno dell’Int (Istituto nazionale tributaristi), dove ha ricordato il dato di 1.132 miliardi di cartelle  “di cui secondo la Corte dei Conti solo il 6-7% può esser riscosso”. Si tratta di un tesoretto che lo stato non riuscirà mai a riscuotere del tutto. Quindi prima di provvedere alla rottamazione delle cartelle, sarà necessario recuperare quel buon rapporto fra fisco e contribuenti. Ha continuato De Leo: “Una delle cose che mi preme fare è riunire tutti i direttori regionali dell’Agenzia delle Entrate, con Ruffini”. Ha poi spiegato: “Ho fiducia in voi e nei contribuenti, se ci sono situazioni patologiche dobbiamo colpire senza pietà, dobbiamo ascoltare i professionisti e avviare in campo fiscale un approccio diverso”.

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Come funziona la rottamazione delle cartelle

Nelle intenzioni del governo guidato da Giorgia Meloni ci sarebbe la cancellazione delle cartelle fino al 2015 che hanno un importo inferiore a 1.000 euro e rateizzazione dei pagamenti fiscali non effettuati nel 2022 senza aggravio di sanzioni e interessi per chi sia a causa delle emergenze legate alla pandemia e che per il caro bollette si è trovato in difficoltà economica e non ha avuto la possibilità di versare le tasse secondo le scadenze prescritte per legge.