Alexei Mordashov patrimonio

Alexei Mordashov è l’uomo più ricco della Russia. Stando a quanto riferito da Forbes, il suo patrimonio corrisponderebbe a 29,1 miliardi di dollari e per questo sarebbe uno dei principali destinatari delle sanzioni economiche imposte dai paesi occidentali alla Russia dopo l’attacco della stessa all’Ucraina.

Alexei Mordashov, il patrimonio

Classe 1965, Alexei Mordashov è nato a Čerepovec, nella Russia nordoccidentale, ed è figlio di operai. Origini umili dunque, con l’escalation dell’oligarca russo laurea che parte dopo una laurea all’Istituto di ingegneria-economica di Leningrado e un Master Mba presso la Northumbria University di Newcastle upon Tyne, in Inghilterra. Tornato in Russia nel 1988 entra nella Cherepovetskiy Metallurgical Plant, per poi diventarne direttore finanziario nel 1992. L’esperienza ne accresce la figura e il portafoglio, tanto che nel 2003 diventa co-proprietario di Rossiya Bank, ovvero la banca personale di tanti altissimi funzionari russi e l’istituto che maggiormente ha beneficiato dell’annessione della Crimea alla Russia. Mordashov è anche proprietario di un terzo di Tui, il più grande tour operator europeo quotato a Londra, e amministratore delegato della Severstal, la più grande società della Russia operante nel campo minerario e siderurgico che produce importanti componenti per l’equipaggiamento militare nazionale. Nel più classico stile degli oligarchi russi, anche Alexei Mordashov possiede numerose ville, yacht e un jet privato. Una sua imbarcazione, lo yacht Lady M di 65 mentri, è ormeggiato in Italia, ad Imperia, e rientrerà sicuramente nei beni che verranno bloccati a causa delle sanzioni imposte contro la Russia e i suoi oligarchi molto vicini a Putin.

Alexei Mordashov, il patrimonio e le sanzioni

Oltre allo yacht, le sanzioni economiche occidentali colpiscono anche altre parti del patrimonio di Mordashov. La Rossiya Bank, ad esempio, è inserita dalla Commissione nelle 7 banche che saranno soggette al blocco dello Swift e alcuni media di proprietà dell’oligarca sono accusati dall’Ue di aver “contribuito a destabilizzare l’Ucraina attraverso le stazioni televisive filorusse”. Problemi dunque per l’uomo più ricco della Russia, da sempre molto vicino al Cremlino.