Tesla
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, già Sviluppo Economico, Adolfo Urso

Un solo produttore di auto è troppo poco: ce ne vorrebbero almeno due. E l’altro (oltre a Stellantis) potrebbe essere Tesla. A dirlo è il ministro delle imprese e del Made In Italy Adolfo Urso, in audizione ieri alla Camera sull’andamento del settore automotive. «Solo in Italia c’è un solo produttore di auto, Stellantis. -ha detto – Noi stiamo lavorando per far arrivare una seconda casa automobilistica e creare le condizioni per rafforzare le aziende dell’indotto e renderlo più competitivo sui mercati internazionali».

Subito dopo rilancia: «Il secondo investitore in Italia nel settore dell’automotive potrebbe essere Tesla».

Un dialogo che dura da diversi mesi 

Quella che è emersa nel corso dell’audizione non è una boutade, ma un’ipotesi concreta. Lo ha confermato lo stesso ministro che dice: «Abbiamo avviato da tempo interlocuzioni con produttori di vari Paesi, non soltanto orientali, ma anche occidentali. Sapete che in Germania hanno respinto il piano di espansione massiccia dell’unico impianto europeo di Tesla. Questo comporterà certamente una revisione dei piani del gruppo statunitense, con il quale anche con noi dialoghiamo da mesi. Stiamo avendo riscontri molto positivi. Si tratta di un processo ancora in corso che richiede prudenza».

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Più vicina la transizione verso l’elettrico 

L’arrivo del secondo produttore, da sempre caratterizzato per la propria produzione di auto elettriche, faciliterebbe la svolta green sulla quale sta investendo il governo stesso, anche in un’ottica di rinnovamento del parco macchine. Continua, infatti, Urso: «A sostegno della domanda abbiamo messo in campo 950 milioni e abbiamo raddoppiato misure per elettrico. Abbiamo il parco auto circolante più vecchio d’Europa». Il passaggio è fondamentale anche per tutelare l’intero settore. Dice, infatti, Urso alla Camera: «Per difendere la filiera dell’automotive in Italia bisogna produrre almeno 1 milione di auto e almeno 300 veicoli commerciali». Si tratta di difendere anche l’intero indotto: «Le aziende di componentistica del settore automotive in Italia sono 2.200 con l’occupazione di 167 mila addetti e genera un fatturato di 90 miliardi. La filiera italiana registra una crescita del fatturato negli ultimi anni» conclude.