smartwoerking

Smart working 2024, il regime emergenziale è arrivato al capolinea. È stato infatti bocciato l’emendamento al cosiddetto decreto milleproroghe che avrebbe dovuto prorogare ancora una volta le regole speciali in vigore nel settore privato per i genitori di figli minori di 14 anni e per i lavoratori fragili. Se non ci saranno ulteriori cambiamenti dell’ultimo momento, a partire dal primo aprile verrà meno qualsiasi criterio di priorità nell’accesso allo smart working. Anche genitori di figli minori di 14 anni e lavoratori fragili potranno accedervi solo in presenza delle condizioni previste dalla legge 81 del 2017, che come ricordato dal Sole 24 Ore prevede la sottoscrizione di un accordo scritto, non più di una semplice e-mail: torna dunque in primo piano l’accordo tra datore di lavoro e dipendente. L’intesa deve avere alcuni contenuti specifici: deve regolare le modalità di svolgimento della prestazione, la gestione degli spazi e degli strumenti di lavoro, il tempo in cui esercitare il diritto alla disconnessione, le modalità di esercizio dei poteri di controllo e disciplinare.

Smart working 2024, il Polimi: si va verso un consolidamento

Secondo un report del PoliMi dal titolo “Smart Working: gli impatti su organizzazioni e società” ci sarà comunque un consolidamento del lavoro agile. Sono poche ormai le aziende che non lo prevedono: solo il 6% non sa se ne avrà un modello in futuro. «In confronto al periodo pre-pandemico – spiega il report – che contemplava circa 570mila lavoratori da remoto in Italia, durante il culmine della pandemia si è registrato il picco massimo, coinvolgendo ben 2.110.000 persone. Numeri scesi nel 2021 fino a 1.770.000 e che lentamente stanno risalendo». E ancora: «Il futuro dello smart working nelle grandi imprese si configura quindi come un terreno fertile per l’innovazione e la creazione di ambienti lavorativi», sottolineano i ricercatori del PoliMi. Centrale figura inoltre la ricerca di altre forme di flessibilità, tra cui le già citate iniziative di “settimana corta” o l’introduzione di formule di flessibilità oraria più elastiche; nonché l’ampliamento della platea e il coinvolgimento di nuovi profili di lavoratori.