L’intelligenza artificiale di Apple si prepara a diventare anche una nuova fonte di ricavi. Con l’arrivo della prossima generazione di Siri, il gruppo di Cupertino sta valutando formule a pagamento per gli utenti che consumeranno maggiori quantità di capacità di calcolo. Non un abbonamento obbligatorio per rivolgere domande all’assistente, almeno per ora, ma un sistema di limiti di utilizzo e possibili estensioni acquistabili attraverso iCloud+.
Siri entra nell’economia degli abbonamenti
A indicare la direzione è stato Tim Cook durante la conference call sui conti trimestrali. L’amministratore delegato ha spiegato che Apple si aspetta un utilizzo particolarmente intenso delle nuove funzioni AI e che potrebbero essere offerte possibilità di upgrade su iCloud+. Il piano commerciale non è ancora definito, ma il principio appare chiaro: l’accesso di base resterà disponibile, mentre gli utenti più assidui potrebbero pagare per ottenere soglie più elevate e maggiore capacità di elaborazione.
L’intelligenza artificiale avrà dei limiti
Apple ha già precisato che alcune funzioni di Apple Intelligence, compresa la generazione di immagini, saranno sottoposte a limiti giornalieri perché dipendono da modelli eseguiti sui server. La maggior parte dei piani iCloud+ permetterà di ampliare l’accesso, trasformando il servizio cloud in una porta d’ingresso alle prestazioni AI più avanzate. Siri sarà inoltre integrata nelle applicazioni, potrà interpretare ciò che appare sullo schermo e utilizzare il contesto personale dell’utente per fornire risposte e compiere azioni.
Il debutto e il ritardo nell’Unione europea
La nuova Siri arriverà in versione beta nel corso del 2026 insieme ai sistemi operativi di nuova generazione, inizialmente sui dispositivi compatibili impostati in inglese. Per gli utenti dell’Unione europea, tuttavia, il lancio sarà parziale: le funzioni AI non saranno inizialmente disponibili su iPhone, iPad e Apple Watch, mentre potranno essere utilizzate su Mac e Vision Pro. Apple attribuisce il rinvio al confronto con Bruxelles sull’applicazione del Digital Markets Act e non ha indicato una data per il rilascio completo nell’area comunitaria.
Conti record, ma il mercato guarda ai chip
L’ipotesi di monetizzare Siri arriva mentre Apple chiude il terzo trimestre fiscale con ricavi per 109,4 miliardi di dollari, in crescita del 16%, e un utile diluito di 2,02 dollari per azione. Le vendite di iPhone sono aumentate del 21,7%, ma le previsioni per il trimestre successivo sono risultate inferiori alle attese di Wall Street, provocando una flessione del titolo negli scambi successivi alla chiusura. A pesare sono soprattutto i vincoli produttivi, la disponibilità di componenti avanzati e la pressione esercitata dalla domanda globale di chip e memorie. La strategia sarà portata avanti durante una delicata transizione ai vertici. Dal 1° settembre 2026 John Ternus diventerà amministratore delegato, mentre Cook assumerà la carica di presidente esecutivo. Il passaggio di consegne coinciderà così con una delle trasformazioni più rilevanti del modello Apple: dall’intelligenza artificiale compresa nel dispositivo a un ecosistema di servizi premium, nel quale potenza di calcolo, spazio cloud e strumenti digitali potrebbero essere venduti attraverso nuovi livelli di abbonamento.
















