L’atteso rinnovo del contratto del Comparto Sicurezza e Difesa è diventato realtà. Il 15 luglio, a Palazzo Vidoni, Governo e rappresentanze sindacali hanno firmato gli accordi relativi al triennio 2025-2027, che coinvolgono circa 430 mila appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate. L’intesa introduce incrementi retributivi, il pagamento degli arretrati e apre un confronto sulle questioni previdenziali, uno dei temi più sentiti dal personale in uniforme.

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Aumenti in busta paga e arretrati per il personale

L’accordo prevede, dal 1° gennaio 2027, un incremento degli stipendi che partirà da almeno 100 euro netti al mese per le qualifiche iniziali, con importi destinati a crescere per i livelli superiori. A questo si aggiunge il pagamento degli arretratimaturati nel biennio 2025-2026, quantificati in 2.448 euro lordi. L’obiettivo è rafforzare il potere d’acquisto di una categoria chiamata ogni giorno a garantire sicurezza e difesa del Paese.

Due rinnovi in meno di due anni

Il nuovo contratto arriva a breve distanza da quello relativo al triennio 2022-2024, sottoscritto nel dicembre scorso. Sommando gli effetti economici delle due tornate contrattuali, il personale delle qualifiche iniziali maturerà incrementi complessivi pari ad almeno 2.600 euro netti l’anno, equivalenti a circa 200 euro netti mensili. Una tempistica che il Governo definisce senza precedenti per il comparto e che consente di anticipare gli effetti economici rispetto alle consuete scadenze contrattuali.

Previdenza, entro novanta giorni il confronto con il Governo

Oltre agli aspetti retributivi, l’intesa contiene un impegno politico considerato strategico dalle organizzazioni sindacali. Entro 90 giorni dalla firma sarà infatti istituito un tavolo interministeriale dedicato alle problematiche previdenziali del comparto, con particolare attenzione ai limiti dell’attuale sistema pensionistico e all’assenza, per il personale assunto dopo il 1995, di strumenti di previdenza complementare. Un dossier che i rappresentanti dei lavoratori ritengono prioritario quanto quello salariale.

Le reazioni: soddisfazione, ma resta aperta la partita

Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha definito l’accordo un segnale concreto di attenzione verso le donne e gli uomini in uniforme, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di un riconoscimento economico e professionale destinato a valorizzare il lavoro quotidiano degli operatori della sicurezza. Anche le principali sigle sindacali hanno espresso soddisfazione, pur evidenziando che le risorse disponibili avrebbero consentito margini di miglioramento limitati. La scelta di destinare oltre il 92% delle risorse alla parte fissa dello stipendio viene considerata particolarmente significativa anche per i futuri effetti sul trattamento pensionistico.