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L’Italia prova a dare stabilità alla nuova stagione delle rinnovabili. Da oggi, 7 agosto 2026, entra formalmente in vigore il decreto FER X definitivo, il meccanismo destinato a sostenere la produzione elettrica delle tecnologie considerate ormai mature e vicine alla competitività di mercato: fotovoltaico, eolico, idroelettrico e impianti alimentati dai gas residuati dei processi di depurazione. Il provvedimento, firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e passato al vaglio della Corte dei conti, apre un nuovo capitolo nella politica energetica nazionale, con un obiettivo ambizioso: accompagnare la realizzazione di 37,15 gigawatt di nuova capacità e offrire maggiore prevedibilità agli investimenti.

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Un piano da 37,15 gigawatt

Il cuore del FER X è rappresentato dal contingente complessivo di 37,15 GW di nuova potenza rinnovabile. Dieci gigawatt sono riservati agli impianti con potenza fino a 1 MW, per i quali è previsto l’accesso diretto al meccanismo di sostegno secondo le condizioni stabilite dal decreto; gli altri 27,15 GW saranno invece assegnati attraverso procedure pubbliche competitive gestite dal GSE. La ripartizione prevede 16,5 GW per l’eolico, 10 GW per il fotovoltaico, 0,63 GW per l’idroelettrico e 0,02 GW per gli impianti alimentati dai gas derivanti dalla depurazione. Fonte: MASE e Commissione europea.

Aste e contratti ventennali per stabilizzare i ricavi

Per gli impianti di maggiori dimensioni la parola chiave sarà competizione. I progetti dovranno partecipare alle procedure gestite dal Gestore dei servizi energetici, mentre il sostegno economico sarà costruito attraverso contratti per differenza bidirezionali della durata di vent’anni. Quando il prezzo dell’elettricità è inferiore al prezzo di esercizio previsto dal contratto viene riconosciuta la differenza; quando invece il mercato supera quella soglia, il produttore restituisce l’eccedenza. Un sistema pensato per rendere più prevedibili i ricavi degli impianti e, allo stesso tempo, contenere i vantaggi straordinari nelle fasi di prezzi elevati. Fonte: Commissione europea.

Bruxelles autorizza aiuti per 23 miliardi

Il passaggio decisivo è arrivato l’8 giugno 2026, quando la Commissione europea ha giudicato il regime compatibile con le norme comunitarie sugli aiuti di Stato. Bruxelles ha quantificato in circa 23 miliardi di euro il budget complessivo del programma, destinato a sostenere nuova produzione elettrica da fonti rinnovabili e a contribuire alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Il FER X si inserisce inoltre nella strategia europea per accelerare gli investimenti nelle tecnologie pulite, cercando un equilibrio tra sostegno pubblico e disciplina del mercato. Fonte: Commissione europea.

La partita ora passa al GSE

L’entrata in vigore del decreto apre la nuova fase, ma non rende automaticamente operative tutte le procedure. Uno dei passaggi centrali sarà rappresentato dalle regole operative predisposte dal GSE e approvate dal ministero, dalle quali dipenderanno modalità, requisiti e tempistiche del nuovo sistema. Per gli operatori si apre quindi una partita che non riguarda soltanto l’accesso agli incentivi, ma anche la capacità di portare sul mercato progetti autorizzati e competitivi, soprattutto nella fascia sopra 1 MW dove la selezione passerà attraverso le procedure concorsuali. Il FER X segna così il tentativo di costruire una cornice più stabile per le rinnovabili mature, spostando l’attenzione dalla semplice disponibilità degli incentivi alla capacità di trasformarli in investimenti effettivi. La vera prova sarà tradurre i 37,15 GW programmati in cantieri, connessioni alla rete e nuova produzione, in un settore nel quale autorizzazioni, costo del capitale e infrastrutture continuano a incidere sulle decisioni industriali. Il decreto mette sul tavolo una prospettiva di lungo periodo: saranno tempi e investimenti a determinarne l’impatto reale.