Leonardo Di Maggio, presidente Federcardio

Napoli – Novanta centri di cardiologia in Campania, quarantacinque dei quali riuniti in Federcardio, potrebbero farsi carico delle prestazioni urgenti che oggi congestionano i Pronto Soccorso. È la proposta che l’associazione dei cardiologi accreditati ha portato al tavolo della Regione Campania: gestire negli ambulatori privati le visite a priorità Urgente e Breve, prenotate tramite impegnativa del medico di base sul Cup regionale alla prima disponibilità utile.

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La proposta di Federcardio alla Regione Campania

La proposta è stata formulata al presidente della Giunta regionale Roberto Fico durante un incontro -al quale ha preso parte anche Ugo Trama, reggente della Direzione generale Tutela della salute- con il direttivo di Federcardio guidato dal presidente Leonardo Di Maggio, e composto da Sergio Ferraro, Manlio Cocozza e Vanni Candela. “La Regione ha mostrato interesse e presto avremo provvedimenti in questa direzione”, fa sapere Di Maggio.

Urgenze gestite sul territorio

L’obiettivo è costruire un percorso coordinato che prenda in carico le prestazioni cardiologiche urgenti presso le strutture accreditate del territorio, evitando che i pazienti intasino i Pronto Soccorso o siano costretti a pagare le visite privatamente. Federcardio propone di avviare una sperimentazione nell’ultimo quadrimestre dell’anno, concentrata sulla cardiologia, per poi valutarne l’estensione ad altre branche specialistiche.

Il modello punta a valorizzare la rete diffusa degli ambulatori. “Il progetto valorizza i 90 centri di cardiologia della Campania, dei quali 45 rappresentati da questa associazione, con un focus sui piccoli centri capillarmente diffusi sul territorio”, spiega Di Maggio. Gestire l’urgenza cardiologica fuori dagli ospedali, sostiene l’associazione, garantirebbe “un notevole risparmio per le casse regionali” e abbatterebbe le liste d’attesa.

Budget, medici di base e sperimentazione

Il nodo resta quello delle risorse. Di Maggio avverte che “i budget attuali ridotti costringono le strutture private accreditate a esaurire in fretta le disponibilità” e che inserire le urgenze nei tetti di spesa ordinari rischia di “rosicchiare i posti per i pazienti cronici”. Da qui la richiesta di coinvolgere i medici di base con canali di prenotazione diretti e veloci, per garantire l’appropriatezza prescrittiva ed evitare code e passaggi complessi in farmacia.

La proposta nasce dalla recente assemblea dell’associazione e dal lavoro dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Isole minori e Aree fragili”, presieduto da Alessandro Caramiello, con l’apporto del Tavolo tecnico coordinato da Giovanni Barretta e della Commissione salute affidata ad Alessandro Totaro. Se la sperimentazione partirà entro fine anno, la Campania diventerebbe un banco di prova per la presa in carico territoriale delle urgenze, estendibile ad altre specialità.