La forte crescita di Retelit ha ricevuto un'ulteriore spinta dall'acquisizione da parte del fondo Asterion

Mai come in questa face storica temi quali cybersecurity, gestione dei dati, sviluppo di piattaforme cloud sono stati così attuali. Tante cose sono ancora in progress e stanno ancora cambiando e gli scenari che ci attendono riservano nuove opportunità ma anche nuove incognite.
Ne abbiamo parlato con Roberta Neri e Federico Protto, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Retelit, realtà molto innovativa che opera proprio in questi ambiti con oltre 600 dipendenti e più di 14mila clienti, 19 data center di proprietà (di cui 18 in Italia e uno in Austria), 16mila chilometri di fibra ottica installati e 12.842 siti connessi in Italia. E 180 milioni di euro di fatturato nel 2021 con una crescita esponenziale negli anni (nel 2014 registrava un fatturato di 40 milioni) e una previsione 2022, anche grazie all’integrazione con Irideos, di quasi 400 milioni.

Intanto quali sono i vostri punti di forza e cosa vi contraddistingue?
Roberta Neri: Grazie alla combinazione di asset di proprietà (una rete in fibra ottica capillare in Italia e nel mondo e un network di data center distribuiti a livello nazionale) e a competenze maturate in ambito digitale, oggi siamo un player chiave nel panorama Ict in Italia con un posizionamento distintivo. La nostra offerta è focalizzata sul mondo delle aziende e della pubblica amministrazione, su cui siamo ormai il terzo player italiano e va dall’infrastruttura alla gestione del dato; possiamo guidare i nostri clienti nei loro progetti di trasformazioni digitale, affrontando insieme le sfide di un ecosistema sempre più interconnesso e intelligente. Da società puramente infrastrutturale, Retelit si è trasformata in una società di servizi, che include i gestionali a supporto dell’attività aziendale, i servizi di cybersecurity e gestione del dato e lo sviluppo di piattaforme cloud che rendono possibile la gestione dei dati in modo distribuito. Guardiamo allo sviluppo infrastrutturale del Paese e delle aziende offrendo, come facciamo da vent’anni, connettività veloce e sicura, e abilitiamo l’atterraggio di cavi sottomarini per garantire servizi di trasporto dati a tutta l’Europa. La recente acquisizione da parte del fondo Asterion sta dando ulteriore spinta a questo percorso di grande crescita.

Quali sono gli ambiti in cui siete più presenti? E quali quelli verso i quali vi state aprendo?
Federico Protto: Aiutare le imprese e la pubblica amministrazione ad andare oltre la trasformazione digitale significa per Retelit accompagnarle in un percorso di crescita che consenta di gestire in modo sinergico le infrastrutture di rete, le piattaforme e i sistemi applicativi abilitando i progetti digitali sempre più innovativi e pervasivi. I settori in cui lavoriamo sono molteplici, ne cito alcuni su cui c’è una grande focalizzazione. Innanzitutto, la digitalizzazione dei processi del settore manifatturiero, attraverso la fabbrica intelligente, per efficientare le produzioni in tutte le loro fasi, accelerare il business e orchestrare le varie anime dell’azienda – dalla digitalizzazione delle linee di produzione, all’uso dei dati per creare interconnessioni efficaci tra i vari reparti, al fine di ottimizzare una serie di attività, la produzione, la gestione dei magazzini, il monitoraggio della catena produttiva, fino alla reportistica aziendale…

Poi, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, dove Retelit ha un’esperienza ventennale, partendo dall’infrastruttura di base per arrivare al cloud (certificato AgID) e ai servizi ai cittadini. Inoltre, la sanità, ambito in cui abbiamo iniziato ad esplorare i temi inerenti la convergenza tra medicina, ricerca e gestione del dato. Siamo partiti in questa esplorazione dalla ricerca genomica il cui utilizzo comincia oggi ad essere più agevole e diffuso grazie all’adozione crescente di tecnologie innovative e alla maggior diffusione e relativa economicità e industrializzazione dei relativi macchinari. Retelit ha aperto un primo tavolo esplorativo che ci ha portato a comprendere portata e necessità del ricorso all’innovazione digitale come elemento abilitante a vantaggio del mercato e della salute pubblica. Infine, mi preme citare il mercato cosiddetto “wholesale”, per il quale siamo tuttora considerati il preferred partner italiano degli operatori internazionali, gli Ott, e gli hyperscaler. Grazie alla nostra expertise nell’ambito dell’atterraggio dei cavi sottomarini, siamo stati di recenti scelti da un consorzio di operatori di cui sono parte anche Meta e Vodafone per il fronthaul italiano del cavo 2Africa. La crescita e la trasformazione di Retelit negli anni è avvenuta anche attraverso importanti acquisizioni di realtà – come Brennercom, Gruppo PA e Welol – che ci hanno permesso di ampliare la nostra offerta, integrando soluzioni e servizi digitali. Oggi, con l’unione di Irideos, il gruppo si presenta come player unico in Italia in grado di offrire una combinazione tra accesso, connettività b2b e servizi Ict in modo sinergico.

Pnrr e digitalizzazione rappresentano delle grandi opportunità per l’Italia. Riusciremo a coglierle? Che ruolo può giocare Retelit in tal senso?
Roberta Neri: Il Pnrr rappresenta per il nostro Paese un’enorme opportunità, che si inserisce in un periodo di grande trasformazione, accelerata anche dalla pandemia che abbiamo attraversato. Quasi 50 miliardi di euro di fondi Pnrr, più del 20% del totale, sono indirizzati verso la strategia italiana del digitale, sussidiando progetti, sia di ricerca che infrastrutturali, che altrimenti non sarebbero partiti o avrebbero avuto un avvio più lento. Le prospettive per l’Italia sono positive, c’è stata una presa di coscienza da parte di tutti gli stakeholder della priorità da dare allo sviluppo delle infrastrutture, e gli operatori sono pronti a partecipare, con le proprie capacità, competenze e ruoli, a questo cambiamento. Riteniamo di avere un ruolo importante all’interno di questo ecosistema, non soltanto come operatore Ict, ma anche per la nostra natura storica di operatore wholesale, mettendo a disposizione la nostra infrastruttura in fibra ottica, tra le più estese e capillari del Paese, e collaborando con la massima apertura con tutti gli operatori che realizzeranno i progetti finanziati. Per raggiungere questi obiettivi facciamo leva sui nostri asset, sulla nostra esperienza, sui competence center tecnologici che abbiamo costruito in ambito rete e data center.

Capitolo sostenibilità: costa sta facendo nel concreto Retelit in questo ambito?Federico Protto: In Retelit abbiamo avviato il percorso verso la sostenibilità nel 2020 con la prima Dichiarazione non finanziaria e stiamo finalizzando il nostro primo Bilancio di sostenibilità. In piena sintonia con il nostro azionista, fondo Asterion, da sempre sensibile alle tematiche di sostenibilità, lavoriamo per integrare nelle nostre politiche, nei processi e nei prodotti tematiche ambientali e sociali, secondo i più validi modelli Esg. Questo approccio ci ha permesso di aumentare l’efficienza delle attività e dei processi aziendali, ridurre gli sprechi e i costi. Un esempio è rappresentato dal piano di efficientamento energetico per i nostri 19 data center (18 in Italia e uno in Austria): grazie agli interventi effettuati, nel biennio 2020-21 abbiamo stimato un risparmio di energia equivalente a una riduzione di anidride carbonica di circa 480 tonnellate.

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