KLAUS-MICHAEL KÜHNE PRESIDENTE ONORARIO DI KUEHNE + NAGEL

Con la morte di Klaus-Michael Kühne non scompare soltanto uno dei protagonisti della logistica mondiale, ma si apre anche una delle più rilevanti successioni patrimoniali dell’industria europea. L’imprenditore tedesco è morto a 89 anni nella notte del 24 agosto nella sua casa di Schindellegi, in Svizzera, dopo una lunga malattia. Azionista di controllo di Kühne+Nagel, aveva costruito attorno alla società di famiglia un vero portafoglio industriale tra trasporto aereo, shipping, chimica, mobilità e sanità. Il valore delle sue partecipazioni superava i 44,2 miliardi di dollari.

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Da Kühne+Nagel a Lufthansa, un impero di partecipazioni

Il cuore della ricchezza resta Kühne+Nagel, il gruppo che Kühne trasformò da azienda familiare di spedizioni in uno dei maggiori operatori mondiali della logistica. Ma attraverso Kühne Holding l’imprenditore aveva progressivamente diversificato gli investimenti: oggi la holding possiede il 30% di Hapag-Lloyd, il 20% di Lufthansa e oltre il 20% del distributore chimico Brenntag. Nel portafoglio figurano inoltre una partecipazione rilevante in Flix, la maggioranza del gruppo farmaceutico Aenova e oltre il 3% di Ottobock, oltre ad attività immobiliari e alberghiere.

La strategia dell’investitore industriale

Più che un investitore finanziario tradizionale, Kühne aveva costruito negli anni una strategia fondata su partecipazioni di lungo periodo in settori che conosceva direttamente. La holding indica logistica e trasporti come nucleo storico degli investimenti, affiancati più recentemente dalla sanità, mentre immobili e gestione del patrimonio finanziario completano la diversificazione. Nel 2008 Kühne partecipò anche alla cordata che rilevò le attività container di Hapag-Lloyd da Tui, contribuendo a mantenerne il controllo ad Amburgo. È questo approccio da azionista attivo che ha fatto della sua cassaforte una delle presenze più influenti nell’industria tedesca.

Il patrimonio destinato alla Fondazione

La questione centrale diventa ora la destinazione di un patrimonio costruito in oltre mezzo secolo. A questo proposito la Kühne Foundation afferma che l’intero patrimonio del fondatore è destinato, nel tempo, a essere trasferito alla fondazione. L’organizzazione, nata nel 1976, finanzia programmi nei campi della logistica, del clima, della medicina e della cultura e dispone nel 2026 di circa 65 milioni di franchi svizzeri di risorse proprie per i propri progetti. Il passaggio del patrimonio potrebbe quindi trasformarla in una delle grandi fondazioni europee per capacità finanziaria.