Cina

Italia – Cina, l’interscambio commerciale ha ragioni più forti di qualunque difficoltà contingente: è il messaggio che esce forte e chiaro dal convegno che si è svolto ieri pomeriggio al Palazzo Turati di Milano, dal titolo Rafforzare e consolidare i rapporti tra Cina ed Europa. Non tanto una dichiarazione d’intenti, quanto l’avvio di un concreto percorso di collaborazione sancito dalla firma dell’accordo per il Parco Industriale Sino-Italiano del mobile. Il dibattito, moderato dal direttore di Economy Sergio Luciano, ha visto la partecipazione di un parterre d’eccezione, con relatori quali Liu Kan, Console generale della Repubblica popolare cinese a Milano, Mario Boselli, Presidente di Italy China Council Foundation, Wu Zhongqiong, Vice Segretario del Comitato della provincia di Jiangxi, Segretario del Comitato municipale di Ganzhou, He Shanjin, Membro permanente del Comitato municipale di Ganzhou, Segretario del Comitato del distretto di Nankang, l’On. Cristina Rossello, componente della Commissione per le Politiche dell’Unione Europea, Giuliano Noci, Professore ordinario di Strategia e Marketing – Politecnico di Milano.

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Italia – Cina, l’interscambio è in crescita: export su del 16,7% nel 2023

«L’Italia nel 2023 ha aumentato l’export verso la Cina del 16,7% a 19 miliardi di euro, in un anno nel quale il Pil cinese è cresciuto del 5,2%» ha affermato Liu Kan, Console generale della Repubblica popolare cinese a Milano. «L’Italia è il quarto partner commerciale europeo per la Cina, mentre la Cina è il primo partner asiatico per l’Italia. L’anno scorso la Cina ha annunciato la fine di ogni restrizione degli investimenti stranieri nelle attività manifatturiere, il che dimostra una volontà d’apertura. Saluto i rappresentanti dello Jiangxi, una provincia che offre tante opportunità commerciali, e della sua città Ganzhou, che ha una filiera industriale completa con le imprese più grandi, ed è quindi terreno fertile per lo sviluppo delle relazioni commerciali. In occasione del settecentesimo anniversario della morte di Marco Polo c’è oggi la possibilità di andare in Cina per 15 giorni senza visto: un’ottima possibilità per aumentare le visite e l’interscambio».

«È un piacere vedere la presenza di una delegazione di così alto livello» ha detto Mario Boselli, Presidente di Italy China Council Foundation, «dovrebbe essere una costante dei rapporti Italia-Cina non solo in una settimana come quella del Salone del Mobile. Stiamo tornando a andare in Cina, ma dobbiamo ancora spingere per recuperare il livello pre Covid. Italy China Council Foundation è frutto della fusione tra Fondazione Italia-Cina e Camera di Commercio italo-cinese. Siamo impegnati in prima linea per favorire le relazioni tra i due paesi. Per questo abbiamo dato vita a uno strumento per facilitare i rapporti tra imprese, l’Italy China economic cooperation council, cje si rivolge soprattutto alle Pmi, un a bella realtà sia italiana che cinese».

Italia – Cina, Wu Zhongqiong: a Ganzhou opportunità per le imprese italiane

«Siamo molto felici di ritrovare gli amici italiani in una città così importante per la moda, l’arte e il design, per poter dare una mano allo sviluppo della cooperazione sino italiana» ha affermato Wu Zhongqiong, Vice Segretario del Comitato della provincia di Jiangxi, Segretario del Comitato municipale di Ganzhou. «La città di Ganzhou ha una storia affascinante, che nasce 2200 anni fa; mille anni fa con la dinastia Sung era una delle 36 grandi città cinesi, e conserva ancora oggi le mura di quell’epoca. Siamo ricchi di risorse minerarie e di bellezze naturali: Ganzhou ha il 71% di copertura boschiva, con un’importante produzione di frutta: come diceva Mao, in tutta la Cina non trovi un posto così verde. La città è attiva anche nel settore del mobile, un settore nel quale promuove l’utilizzo di materie prime tecnologiche e sostenibili. Il 28 maggio alla fiera di Ganzhou saranno presenti diverse imprese italiane: ci auguriamo possano trovare opportunità di sviluppo per il loro business».

Italia – Cina, He Shanjin: il distretto di Nankang unisce i due paesi con il mobile

«Sono onorato di essere a Milano, capitale del design: proprio in mattinata è stato inaugurato il padiglione del mobile di Nankang, il più grande polo di produzione dell’industria del mobile cinese con più di 10mila aziende, 500mila dipendenti, 270 miliardi di Yuan nel 2023» ha affermato He Shanjin, Membro permanente del Comitato municipale di Ganzhou, Segretario del Comitato del distretto di Nankang. «Nankang è la capitale cinese dei mobili in legno massiccio, venduti in 29 province della Cina e in oltre 100 paesi di tutto il mondo, costruiti 2600 nuovi negozi franchising. Stiamo accelerando il passo per fare in modo che i mobili di Nankang si diffondano in tutto il mondo. L’industria del mobile sta vivendo una trasformazione smart e green. Abbiamo sviluppato collaborazioni con istituti del design italiani e di altri paesi, sviluppando la creatività digitale per rendere i prodotti sempre più allineati con quelli internazionali. Italia e Cina sono unite anche grazie ai mobili, e grazie ai mobili stringeranno un’amicizia ancora più profonda».

Italia-Cina, le tante ragioni che spingono alla collaborazione commerciale

Italia-Cina, l’interscambio: «Sono presidente intergruppo culturale parlamento italiano per la tutela del patrimonio italiano, ho apprezzato le parole che sono state spese dai relatori: l’importante è il richiamo all’armonia e al dialogo e il titolo del convegno che evoca il rafforzare e consolidare i rapporti» dice l’On. Cristina Rossello. «La mia generazione ha letto nell’adolescenza il Milione di Marco Polo che raccontava i suoi magnifici viaggi. Parole che ci impegnano a consolidare nostri rapporti, le nostre imprese si parlano e amano il bello, la cultura, le cose importanti della storia. Il dialogo tra le imprese rinsalda i rapporti. Dopo quel che abbiamo passato con la pandemia e oggi le situazioni di guerra dobbiamo trovare un dialogo che vada oltre alle difficoltà, la scelta di fare del lavoro comune e di fare il bello dev’essere quella che aiuta a superare tutto insieme».

«Come Politecnico di Milano siamo ormai l’università europea più importante in Cina» ha affermato Giuliano Noci, Professore ordinario di Strategia e Marketing al Politecnico di Milano. «Siamo l’unica università europea con un prorettore per la Cina, a sottolinearne la valenza strategica. Tra le varie iniziative che abbiamo realizzato la Joint school of design and innovation center, nata dalla collaborazione tra Politecnico di Milano e Xi’an Jiaotong University (XJTU) e nel 2019 a Xi’an. Ospitata in uno smart building disegnato da architetti del Politecnico, è una piattaforma internazionale dedicata sia a didattica e ricerca, che all’incubazione di startup e al trasferimento tecnologico. Sono diversi gli ambiti di crescita potenziale della collaborazione italo cinese: l’agroalimentare, le tecnologie ambientali, la gestione della popolazione anziana, le Smart Cities. Auspico una collaborazione più fattiva dal punto di vista logistico; e di giocare una partita integrata per la crescita dell’Africa. Ma servono cabine di regia centralizzate e integrate».

La tavola rotonda

Italia-Cina, l’interscambio: al termine del dibattito si è svolta una tavola rotonda cui hanno partecipato imprenditori attivi in Cina. «Tutto ha avuto inizio a dicembre dell’anno scorso, momento in cui abbiamo puntato l’attenzione sul distretto del Nankang» dice Michele Lomurno, Ceo di Filosofa. «Il prossimo evento fieristico del 28 maggio a Nancang rappresenta per noi un’importante appuntamento per mettere in risalto il Made in Italy in Cina».

«L’Italia è formata per il 90% di piccole e medie imprese che non superano i 5 dipendenti» osserva Gianni Cicero, presidente di Valore Impresa. «Il tasso di internazionalizzazione delle Pmi oggi in Italia non supera il 7%. Noi invitiamo a creare organizzazione sul territorio per affrontare al meglio i mercati internazionali. Il Pil in Italia non aumenta se non si interviene sulle piccole imprese. L’invito che facciamo ai nostri imprenditori è di essere presenti per portare avanti le nostre strategie».

«Dal 1983 l’ordine degli avvocati di Milano ha una commissione tematica che è stata fondata per sviluppare competenze, aiutare i colleghi a formarsi e fornire servizi ai corrispondenti esteri» ha messo in evidenza l’Avv. Alessandro Mezzanotte, consigliere dell’ordine degli avvocati di Milano. «Negli ultimi due anni stiamo sviluppando come Consiglio tematiche legate all’internazionalizzazione. Cerchiamo di formare i nostri colleghi affinché riescano ad affiancare le imprese verso i mercati esteri. In tal senso stiamo sviluppando importanti progetti. Lavorare con la Cina non è difficile perché parliamo di un paese di grandi tradizioni con interlocutori affidabili che ci hanno restituito molto».

Dalla blockchain alle batterie elettriche

«RSM vanta circa 64mila professionisti in giro per il mondo e ha una member form in Cina di circa 6mila professionisti» spiega Luca D’Ambrosio, International Contact Partner, China Desk, RSM Spa. «È una delle più rilevanti per le attività di Ipo in Cina. L’approccio europeo che noi abbiamo è un approccio congiunto. Il consenso e quindi la fiducia ritengo siano la chiave per avere dei rapporti con i colleghi cinesi. Non possiamo assolutamente fare a meno della Cina».

Italia-Cina, l’interscambio: «Qualche mese fa abbiamo siglato un accordo con Jiangxi per lavorare con i dipartimenti che seguono il mondo delle imprese» dice Alessandro Civati, Ceo e founder di Lutinx, piattaforma di servizi in blockchain. «A fine mese avvieremo il protocollo di impresa e apriremo il primo sportello alla Camera di Commercio. La mia azienda utilizza servizi di intelligenza artificiale perché oggi la nostra attività è rivolta al mercato interno cinese per offrire un servizio di convalida di certificazione. Servono certificati facilmente leggibili che dimostrino il rispetto delle norme e delle leggi di produzione. La Cina sta diventando un paese dove gli asset più importanti sono quelli umani, come la creatività. Qui alle porte di Milano il distretto di Nankang ha portato l’eccellenza per dimostrare quanto la Cina sia disposta a donare il suo Know how, le sue capacità e competenze al mondo. Il mercato del digitale sta cambiando e oggi siamo solo all’inizio di un nuovo percorso. Abbiamo la consapevolezza di avere un partner forte che dà credibilità e valore ai nostri esperti».

«Il sentiment generale degli investitori è che i titoli finanziari della Cina siano sottovalutati» afferma Giandomenico Mastrangelo di Azimut Group. «La crisi di Pechino non è strutturale ma di fiducia. Noi abbiamo masse che superano il miliardo di euro attraverso fondi comuni e singoli titoli nelle gestioni individuali. Gestiamo due fondi che consentono di investire nel mercato cinese. Inoltre, abbiamo investito in Contemporary Amperex Technology Co. Limited, nota con l’acronimo CATL, prima produttrice al mondo di batterie per veicoli elettrici. Questo ha portato valore ai nostri fondi».