previsione inflazione 2023

Le previsioni sull’inflazione dell’Eurosistema hanno rivisto al rialzo le proiezioni sull’inflazione. Per attendere un calo significativo dei prezzi si dovrà aspettare il 2025. Le stime collocano l’inflazione all’8,4 per cento nel 2022 per poi scendere al 6,3 per cento nel 2023 e registrare una marcata riduzione in corso d’anno. A scriverlo è la Bce nel Bollettino economico. “I rischi per le prospettive di crescita economica – scrive la Bce – sono orientati al ribasso, soprattutto nel breve periodo. La guerra contro l’Ucraina continua a rappresentare un significativo rischio al ribasso per l’economia. Anche i costi dei beni energetici e alimentari potrebbero rimanere persistentemente più elevati delle attese. Un ulteriore freno alla crescita nell’area dell’euro potrebbe derivare da un eventuale indebolimento dell’economia mondiale superiore alle attese”.

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I beni energetici e alimentari sono i più soggetti all’inflazione secondo le previsioni

Per le famiglie e le aziende non si annuncia quindi un periodo facile.  “I rischi per le prospettive di inflazione sono prevalentemente orientati al rialzo. Nel breve periodo, le pressioni inflazionistiche esistenti potrebbero generare aumenti dei prezzi al dettaglio dei beni energetici e alimentari più forti del previsto. Nel medio termine – aggiunge il bollettino – i rischi provengono principalmente da fattori interni, quali un innalzamento prolungato delle aspettative di inflazione al di sopra dell’obiettivo della Bce del 2 per cento o aumenti salariali maggiori di quanto prospettato. Per contro, un calo dei costi dell’energia o un ulteriore indebolimento della domanda ridurrebbero le spinte sui prezzi”.

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I salari ne escono rafforzati 

Se i prezzi saranno comunque alti, notizie positive arrivano dai salari. “La dinamica salariale mostra un rafforzamento, che è sostenuto dal vigore dei mercati del lavoro e da un certo adeguamento delle retribuzioni volto a compensare i lavoratori per l’aumento dell’inflazione – spiega la Bce nel Bollettino economico – Data la permanenza attesa di tali fattori, le proiezioni formulate a dicembre 2022 indicano che i salari registreranno tassi di crescita ben superiori alle medie storiche, sospingendo al rialzo l’inflazione nell’intero periodo in esame”. Inoltre, si aggiunge: “Ci si attende che il mercato del lavoro continui a evidenziare una tenuta relativamente buona a fronte della lieve recessione in arrivo, di riflesso alle strategie di mantenimento della manodopera in presenza di carenze ancora significative delle forze di lavoro”. Segnali positivi provengono dall’occupazione, “che è aumentata dello 0,3 per cento nel terzo trimestre, e dalla disoccupazione, che ha raggiunto il nuovo minimo storico del 6,5 per cento a ottobre. L’incremento dei salari dovrebbe compensare in parte la perdita di potere di acquisto, sostenendo i consumi. Tuttavia, con l’indebolimento dell’economia, nei prossimi trimestri la creazione di posti di lavoro potrebbe verosimilmente rallentare e la disoccupazione potrebbe aumentare”.