L’euro digitale prova a uscire dalla teoria e a entrare nei servizi di pagamento di tutti i giorni. La Bce e l’Eurosistema aprono una nuova fase di sperimentazione per capire come costruire intorno alla futura valuta digitale europea un ecosistema di funzioni destinato a imprese, consumatori e operatori finanziari. Sul tavolo ci sono scontrini elettronici integrati nei pagamenti, transazioni con più pagatori o destinatari, pagamenti condizionati e nuove applicazioni dell’intelligenza artificiale.

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La nuova call dell’innovation platform dell’euro digitale è rivolta a società e organizzazioni private interessate a sviluppare e testare nuove soluzioni. Le attività di sperimentazione sono previste nel 2027 e puntano a trasformare in applicazioni concrete alcune delle idee emerse nella prima fase del progetto.

Euro digitale, dalla Bce una nuova call per le imprese

La partecipazione è aperta a merchant, payment service provider, technical service provider, fintech, associazioni dei consumatori, istituzioni pubbliche e istituti di ricerca. L’obiettivo è coinvolgere soggetti con competenze diverse nella costruzione dell’ecosistema che potrebbe accompagnare l’eventuale introduzione dell’euro digitale.

La prima fase dell’innovation platform aveva coinvolto quasi 70 operatori del mercato e aveva già evidenziato il potenziale di alcune funzionalità, in particolare dei pagamenti condizionali. La BCE aveva inoltre individuato negli scontrini elettronici integrati una possibile applicazione concreta per semplificare la gestione degli acquisti, dei resi e delle garanzie.

La nuova sperimentazione punta ora a portare queste idee verso soluzioni più concrete. I partecipanti potranno acquisire esperienza sulle potenzialità dell’euro digitale, contribuire allo sviluppo dell’infrastruttura e testare nuovi servizi.

Scontrini elettronici e pagamenti condizionati

Uno degli ambiti di lavoro riguarda gli scontrini elettronici integrati. L’idea è collegare la ricevuta direttamente alla transazione in euro digitale, rendendola disponibile nell’applicazione utilizzata per il pagamento.

Per consumatori e imprese, questa funzionalità potrebbe semplificare la gestione delle informazioni relative agli acquisti. Nella precedente sperimentazione, la BCE aveva evidenziato come gli e-receipts potessero facilitare resi, richieste di garanzia, gestione delle spese e archiviazione degli acquisti, oltre a ridurre l’utilizzo di ricevute cartacee.

Un altro filone riguarda i pagamenti condizionati, nei quali il trasferimento di denaro viene eseguito solo quando viene rispettata una determinata condizione. È il caso, per esempio, di un pagamento che viene completato soltanto dopo la consegna di un prodotto.

La BCE aveva già sperimentato questo tipo di operazioni nella prima fase dell’innovation platform, individuandole come una delle possibili aree di innovazione per consumatori e imprese.

Euro digitale e intelligenza artificiale, le novità

La nuova fase guarda anche all’integrazione tra euro digitale e intelligenza artificiale. Tra le possibilità allo studio ci sono esperienze di pagamento basate sull’AI, l’utilizzo di agenti AI e le interazioni tra diversi agenti nel processo di pagamento.

Il perimetro della sperimentazione comprende inoltre i micropagamenti e l’utilizzo dell’euro digitale nei servizi pubblici, dalla mobilità al pagamento delle bollette, fino alle applicazioni legate all’inclusione finanziaria.

Un altro scenario riguarda le transazioni nelle quali più soggetti contribuiscono a un singolo pagamento oppure, al contrario, un’unica transazione viene distribuita tra più destinatari. L’obiettivo è verificare come queste operazioni possano essere integrate nell’architettura dei pagamenti digitali.

Il progetto euro digitale verso il 2029

La nuova sperimentazione si inserisce nel percorso che la Bce sta portando avanti in vista di una possibile introduzione dell’euro digitale. Il pilot operativo è previsto nella seconda metà del 2027 e avrà una durata di 12 mesi. A luglio la BCE ha selezionato 36 payment service provider destinati a partecipare alla fase pilota, che servirà a testare in condizioni reali simulate le funzionalità e i processi operativi della futura valuta digitale.

La possibile emissione resta però subordinata all’approvazione della normativa europea. La BCE indica il 2029 come orizzonte per una potenziale prima emissione, precisando che la decisione finale verrà presa soltanto dopo l’adozione della relativa legislazione.

In questo quadro, l’innovation platform rappresenta uno degli strumenti attraverso cui l’Eurosistema cerca di coinvolgere il mercato nella definizione dei servizi che potrebbero accompagnare l’euro digitale. La nuova sperimentazione punta quindi non soltanto a testare la tecnologia, ma anche a capire quali funzionalità possano rendere la nuova infrastruttura di pagamento concretamente utilizzabile da imprese e consumatori.