L’Europa torna in testa nella corsa alla parità tra uomini e donne, ma il traguardo resta ancora lontano. Secondo il Global Gender Gap Report 2026 del World Economic Forum, il continente ha colmato il 75,7% del divario complessivo, superando di poco il Nord America. È il dato migliore tra le grandi regioni mondiali, ma al ritmo attuale serviranno ancora circa 70 anni per raggiungere una piena equivalenza nelle opportunità.

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L’Europa guida, ma il lavoro resta il punto debole

Dal 2006 il punteggio europeo è migliorato di circa 7 punti percentuali, ma i progressi non sono uniformi. Nell’istruzione il continente raggiunge il 99,5% di parità e nella salute il 96,9%, mentre nella partecipazione economica e nelle opportunità lavorative si ferma al 69,5%. Su questo fronte l’Europa è soltanto quinta tra le regioni analizzate e resta distante dal 77,1% del Nord America.

Politica, il continente è primo al mondo

Il risultato più forte arriva dalla rappresentanza politica, dove l’Europa registra un punteggio del 37%, il migliore tra tutte le aree considerate dal WEF. Nel lungo periodo la presenza femminile ai vertici è cresciuta sensibilmente, anche se restano differenze profonde tra governi, parlamenti e ruoli di maggiore influenza. Il rapporto segnala inoltre che alcuni progressi registrati negli ultimi anni mostrano segnali di rallentamento.

Dal Nord all’Est, una frattura ancora ampia

La media continentale nasconde distanze molto marcate. L’Islanda resta il Paese europeo con il risultato più elevato, avendo colmato oltre il 90% del divario, mentre Finlandia, Norvegia e Svezia continuano a occupare stabilmente le prime posizioni globali. In fondo alla graduatoria europea si trovano invece Türkiye e Romania, con oltre 20 punti percentuali di distanza dall’Islanda. Nel complesso, sette economie europee figurano nella top ten mondiale del 2026.

Il nodo economico resta decisivo

Il quadro suggerisce che la sfida europea non riguarda più tanto l’accesso a istruzione e sanità, dove la distanza tra uomini e donne è ormai ridotta, quanto la possibilità di trasformare quelle condizioni in pari opportunità di reddito, carriera e potere decisionale. Il WEF rileva progressi nella presenza femminile tra dirigenti, professionisti e ruoli tecnici, ma il divario economico resta ancora significativamente più ampio rispetto agli altri indicatori.