EasyJet, gli hacker fanno brecciarubati i dati di 9 mln di clienti

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le fiammate del prezzo del carburante lasciano un segno profondo sui conti del terzo trimestre del vettore britannico EasyJet. La compagnia aerea guidata da Johan Lundgren ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile prima delle tasse rettificato pari a 85 milioni di sterline. Un dato che, pur mantenendosi in territorio positivo, segna una vistosa contrazione del 70% rispetto ai 286 milioni di sterline registrati nello stesso trimestre dell’anno precedente.A pesare sulla redditività del gruppo è stata la combinazione tra il rallentamento delle prenotazioni anticipate, innescato dal conflitto scoppiato a marzo, e l’impennata del 13% delle spese per il carburante, che ha comportato un aggravio complessivo di 105 milioni di sterline per le casse della compagnia.

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La pressione sui margini emerge chiaramente anche osservando la redditività operativa: l’EBITDA del gruppo si è attestato a 304 milioni di sterline, in flessione del 38% rispetto ai 491 milioni del corrispondente periodo del 2025, mentre l’EBIT adjusted è scivolato da 293 a 104 milioni di sterline.Nonostante la frenata dei profitti, la struttura commerciale della compagnia dimostra una solida capacità di tenuta. Il fatturato del gruppo è salito del 2%, raggiungendo quota 2,983 miliardi di sterline contro i 2,918 miliardi del terzo trimestre dello scorso anno. Un incremento trainato principalmente dalla resilienza della divisione easyJet holidays, che ha generato un profitto di 84 milioni di sterline confermandosi un pilastro anticiclico per il modello di business aziendale. Anche il comparto dei servizi accessori ha mostrato segnali di vivacità, spinto dal retail di bordo che ha registrato una crescita del profitto per posto a sedere pari al 14%.

Sul fronte operativo, i passeggeri trasportati hanno toccato quota 25,8 milioni, mantenendo il fattore di riempimento degli aeromobili (load factor) a un solido 88,9%, pur con una flessione marginale di un punto percentuale rispetto all’anno scorso. L’efficienza del network migliora, con una puntualità dei voli salita di due punti percentuali al 78% complessivo dall’inizio dell’anno.I mercati finanziari, tuttavia, scelgono di guardare oltre la flessione dei profitti trimestrali, focalizzandosi sulle prospettive di ripresa della domanda per i mesi di picco estivo e sulle ricorrenti indiscrezioni di un forte interesse all’acquisto da parte di grandi fondi di investimento statunitensi, tra cui figurano i nomi di Apollo e Castlelake. Sulla scia di questi fattori e del forte incremento delle prenotazioni dell’ultimo minuto, il titolo easyJet mette le ali alla Borsa di Londra. Le azioni della compagnia registrano un balzo del 5,37%, scambiando a quota 616,60 pence, a dimostrazione del fatto che gli investitori continuano a scommettere sul piano di crescita a medio termine del vettore, focalizzato sul target di un utile prima delle tasse superiore al miliardo di sterline.