Le trattative sulla nuova direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) riguardante le case ecologiche in Europa sembrano essere in una fase di stallo. Il secondo trilogo formale tra Parlamento, Commissione e Consiglio, tenutosi a Bruxelles, non ha portato ai progressi sperati. Invece di accelerare, i negoziati si sono ancora una volta arenati, con una nuova data fissata per il 6 ottobre. Ne dà notizia Il Sole-24 Ore.

PARLAMENTO EUROPEO

Case green ultime notizie, cosa prevede sui pannelli

La principale questione di disaccordo tra Parlamento e Consiglio, rappresentato dalla presidenza di turno spagnola, riguarda l’articolo 9a, che affronta l’installazione di pannelli solari sugli edifici nuovi ed esistenti. In particolare, il terzo comma di questo articolo è stato il punto di conflitto principale. Questo comma richiede che i paesi membri garantiscano l’installazione di pannelli solari secondo un calendario molto serrato.

Tuttavia, il termine del 2026 ha creato una profonda divergenza di opinioni, con il Consiglio che avrebbe preferito limitare l’installazione di pannelli solari solo agli edifici oggetto di ristrutturazione, anziché coinvolgere tutti gli edifici esistenti.

Direttiva EPBD, quali sono i punti chiave

Nonostante questi ostacoli, ci sono stati alcuni passi avanti. Il trilogo ha ratificato l’accordo su una serie di passaggi su cui era stato raggiunto un compromesso a livello tecnico nelle settimane precedenti, tra cui gli articoli 22, 23 e 24. Questi articoli riguardano esperti indipendenti, professionisti dell’edilizia e sistemi di controllo, sebbene non siano considerati elementi centrali della direttiva.

Tuttavia, i negoziati non hanno ancora affrontato alcuni dei passaggi chiave, come l’articolo 9, che fissa il calendario contestato per le ristrutturazioni che i paesi membri dovranno rispettare. Questo articolo prevede l’obbligo di raggiungere la classe D entro il 2033, un punto centrale della direttiva.

Direttiva case verdi, le scadenze e le accelerazioni

Isabella Tovaglieri, relatrice ombra per il Parlamento europeo, ha sottolineato che il Consiglio è consapevole delle gravi conseguenze sociali ed economiche di questa direttiva. Molti governi si oppongono all’obbligo di installazione dei pannelli solari sugli edifici pubblici e commerciali entro il 2026. Tovaglieri osserva che persino il governo spagnolo, rappresentato dal socialista Sanchez, ha espresso con forza l’opposizione di molti governi all’obbligo di installazione dei pannelli solari.

I negoziati continueranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di accelerare il processo per evitare il rischio di non completare il lavoro entro la fine dell’anno. A settembre ci saranno almeno quattro incontri tecnici (il 7, 8, 20 e 21 settembre), con l’intento di raggiungere nuovi compromessi, a cominciare proprio dall’articolo sugli impianti solari. Il terzo trilogo formale è previsto per il 16 ottobre.