direttiva case green

La nuova direttiva sulle case green passa al Parlamento Europeo con il voto contrario dell’Italia. Prima che però sia una legge applicata a tutti gli effetti dovrà passare ancora del tempo. Il prossimo passaggio è il confronto del Parlamento Europeo con il Consiglio e con la Commissione. Obiettivo finale è arrivata a un testo condiviso, che dovrà poi passare al vaglio dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo. E poi ci sono gli scogli della politica, cioè dei voti contrari di molti paesi che non ritengono corretta una normativa, che andrebbe a impattare sulle fasce più deboli economicamente della popolazione. Pur essendo state previste delle sovvenzioni e dei sostegni.

L’Italia è tra i paesi contrari alla Direttiva case green

Tra questi c’è l’Italia che ha già ribadito come non intenda votare una soluzione di questo tipo al Consiglio Europeo. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha spiegato come «la direttiva sulle Case Green approvata in Parlamento europeo è insoddisfacente per l’Italia. Anche nel trilogo, come fatto fino a oggi, continueremo a batterci a difesa dell’interesse nazionale». In sede di voto non si sono palesati paesi contrari, perché nel mese di ottobre anche l’Italia, all’epoca rappresentata dallo stesso Pichetto Fratin aveva espresso il proprio favore. Oggi però è il paese che sta dimostrando in modo più convinto la propria contrarietà, assieme a realtà che puntano a una maggiore flessibilità come la Romania, la Grecia e la Polonia.

Quali saranno i costi della nuova direttiva case green

Uno dei principali obiettivi della direttiva case Ue è quello di far salire l’efficienza energetica degli edifici entro il 2030. Quelli esistenti in fascia G e F devono salire in fascia E entro il 2023, mentre tutti gli edifici devono crescere ulteriormente in fascia D. Nel 2026 i nuovi edifici pubblici dovranno raggiungere le emissioni zero a partire dal 2026, mentre i nuovi edifici privati dal 2028. Significa che le nuove costruzioni di questi anni dovranno già rispondere ai nuovi canoni. Altro tema è quello dei pannelli solari che a partire dal 2028 dovranno essere installati sui nuovi edifici e dal 2032 su quelli residenziali. In merito alle ristrutturazioni entro il 2030 i residenziali dovranno essere in classe E, nel 2033 in classe D. Saranno molte le famiglie che dovranno quindi mettere mano al portafogli. Ma vediamo quanto costa. La riqualificazione di un edificio con 24 appartamenti, che punta al miglioramento di 3 classi  può avere un costo totale con un intervento di spese tecniche e Iva di 1,2 milioni euro. Se si tratta di una villetta, la riqualificazione con miglioramento di 3 classi, che prevede l’installazione di una caldaia a condensazione, di un pompa di calore a, degli infissi, la sostituzione di porte e finestre la spesa va dai 15 mila ai 35 mila euro.