COSTRUZIONE CONSOLATO AMERICANO CANTIERE CANTIERI

A Milano il caso del cantiere del nuovo consolato americano si chiude, almeno sul fronte dei ristori, con un accordo senza precedenti per dimensioni. Caddell Construction, gruppo statunitense incaricato dei lavori, ha accettato un pacchetto da quasi 31 milioni di euro dopo l’inchiesta della procura di Milano per caporalato. La parte più consistente andrà direttamente ai lavoratori coinvolti, mentre il resto servirà a coprire contributi, sanzioni e altre pendenze con gli enti pubblici.

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Quasi 20 milioni direttamente ai lavoratori

L’intesa prevede circa 19,7 milioni di euro destinati agli operai: 9,67 milioni per straordinari non riconosciuti, poco più di 3 milioni per rimborsi legati agli alloggi e circa 7 milioni per danni morali. Secondo quanto ricostruito da Avvenire, Caddell ha già trasferito 21 milioni su un conto vincolato a disposizione dell’amministratore giudiziario, che potrà procedere con i pagamenti.

Altri 11,5 milioni tra Inps e sanzioni

A questa cifra si aggiungono altri 11,5 milioni di euro destinati a contributi, sanzioni e trattamento di fine rapporto. Nel dettaglio, circa 5,59 milioni riguardano contributi previdenziali, 1,3 milioni sanzioni, 392 mila euro il Tfr e quasi 4 milioni le sanzioni dell’Ispettorato del lavoro. Il valore complessivo dell’operazione arriva così a sfiorare i 31 milioni.

Circa 500 lavoratori coinvolti, molti già regolarizzati

L’accordo riguarda circa 500 lavoratori, in larga parte di origine indiana. Nell’ambito degli accertamenti sono stati inoltre rilasciati 270 permessi di soggiorno straordinari a persone riconosciute come vittime di violenza o grave sfruttamento, mentre 62 ex dipendenti rimasti senza lavoro potranno accedere alla Naspi. La procura aveva descritto alcune delle condizioni riscontrate nel cantiere come una situazione di “para-schiavismo”.

Un precedente per le inchieste sul lavoro

La rilevanza economica dell’intesa va oltre il singolo cantiere. Si tratterebbe della più grande transazione di questo tipo mai raggiunta in Italia e di un modello che punta al ripristino della legalità attraverso risarcimenti, regolarizzazioni e recupero contributivo, anziché limitarsi alla sola risposta sanzionatoria. Caddell ha precisato che i pagamenti non costituiscono un’ammissione di responsabilità civile, amministrativa o penale.